L’ex Sanremese Vella: “Quella volta che ho atterrato Maradona”

Ci siamo affrontati tre volte in campo e mi è bastato"

L’ex Sanremese Vella: “Quella volta che ho atterrato Maradona”
Sport 26 Novembre 2020 ore 15:17

Enrico Vella, soprannominato Churruka ex giocatore della Sanremese, dal 1977 al 1980 e poi direttore tecnico delle giovanili ha avuto l’onore di scontrarsi direttamente contro Maradona quando giocava come centrocampista nell’Atalanta.

A Natale mandava a tutti i giocatori un biglietto di auguri

Quante volte vi siete affrontanti sul campo?

“Ci siamo affrontati 3 volte sul campo e mi sono bastate- aggiunge ridendo- all’epoca vestivo la maglia dell’Atalanta , una volta l’ho pure atterrato. Ma lui non si è arrabbiato. L’ho aiutato a rialzarsi e mi ha dato una pacca. Lui era così, non era strafottente.  In campo era magico e per me rimarrà sempre il numero uno. Sul campo prendeva tante botte, faceva andare tutti fuori di testa ma non si è mai lamentato. Cercavo di marcarlo ma era velocissimo. Per me rimane il numero uno in assoluto, è unico. Difficilmente nascono geni come lui

Ha un ricordo in particolare su di lui?

“Abbiamo fatto la partita di beneficenza, io ero all’Atalanta, e si disputava l’incontro italiani contro stranieri era il 1985. Eravamo nello spogliatoio e   lui giocava che con le scarpe puma senza lacci ed era lì che palleggiava con un limone. Noi eravamo intorno a lui a ridere e poi ci ha chiesto “chi è di voi che vuole palleggiare con me?” ha tirato in aria il limone, qualcuno ha cercato di palleggiare ma poi non so quel limone che fine abbia fatto. Un’altra cosa di lui era che per mandava per ogni giocatore di Serie A e serie B una cartolina con la sua foto e gli auguri di Natale. Anche all’ultimo degli ultimi. Questo era Diego. Oppure quando si è battuto perché Nando De Napoli , che Diego adorava,  avesse un contratto e prendesse qualcosina di più.  Era generoso in questo senso. E poi era il classico che non si lamentava mai. In campo prendeva tante di quelle botte ma nei suoi confronti c’era sempre molto rispetto. Era quel giocatore che con le sue giocate poteva prendere in giro chiunque ma lui non ha mai preso in giro nessuno.

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