Un anno di indagini del gico

Spaccio di droga e armi, nove arresti tra Sanremo e l’Agro-Nocerino sarnese

Sgominata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno una banda nell'Agro nocerino. Manette a un capo cantiere di Sanremo

Spaccio di droga e armi, nove arresti tra Sanremo e l’Agro-Nocerino sarnese
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C’è anche un edile di Sanremo, responsabile di un cantiere che sta eseguendo la ristrutturazione di un albergo nel centro di Sanremo, tra i nove arrestati nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale Antimafia di Salerno. L’uomo è agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Sanremo. Nell’operazione sono stati  impiegati oltre 60 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, che hanno eseguito perquisizioni e misure cautelari nell’Agro-nocerino sarnese e nella provincia di Imperia, in particolare a Sanremo, dove è stata eseguita una delle misure cautelari.

Detenzione di armi e spaccio di sostanze stupefacenti i reati contestati. Tre dei nove arrestati inoltre sono stati individuati anche come percettori del reddito di cittadinanza

Le misure restrittive sono state notificate a Giuseppe D’Auria di Pagani, responsabile e custode delle armi e della droga; Luciano Tiano Solferino, di Nocera Inferiore, responsabile e custode delle armi e della droga; Salvatore Molinari di Nocera Inferiore, intermediario; Carmine Graziano, di Pagani, soggetto “di copertura”; Nadia Adiletta, di Sarno, soggetto “di copertura” che percepiva 1000 euro al mese per la sua collaborazione; Luca Ferraioli di Pagani, gestore delle armi e della droga; Pasquale Avventurato, di Nocera Inferiore, arresti domiciliari, ritenuto vicino al clan Fezza e collaboratore e gestore delle armi; Mario Rossi, di Pagani, accusato di spaccio e sostanze stupefacenti; Giuseppe Vergati, di Nocera Inferiore,  accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Uno dei nove arrestati è quello di fatto domiciliato a Sanremo, dove lavora alla ristrutturazione di un albergo cittadino. E’ agli arresti domiciliari.

L’inchiesta è partita da una perquisizione del 30 maggio 2019 in un garage situato in un parco residenziale del comune di Pagani. Nella circostanza i finanzieri sequestrarono  cinque pistole, quattro bombe a mano, circa 500 cartucce, un mitragliatore Kalashnikov con tanto di silenziatore e un fucile a pompa. Ma nel nascondiglio non c’erano solo armi: saltarono fuori una ventina di  chili di marijuana e bilancini di precisione. Un anno di intercettazioni e analisi dei tabulati telefonici degli indagati da parte del Gico ha portato all’emissione delle misure cautelari eseguito nella giornata di martedì.