Si accende il dibattito sul futuro del valico di frontiera di Ponte San Ludovico, conosciuto anche come “Porta d’Italia“. Un “Comitato di cittadini” ha lanciato un appello per bloccare e rivedere il progetto di riqualificazione in programma, ritenuto “inutile, costoso e invasivo”.
La protesta culminerà in un presidio
fissato per domani (26 ottobre), alle 10.30, sul piazzale di Ponte San Ludovico, per dire “no” alla chiusura per quattro mesi dell’Aurelia a mare,. Che creerebbe forti disagi specie ai frontalieri diretti ogni giorno in Francia e nel principato di Monaco. I promotori della protesta esprimono “forti perplessità sulla reale utilità dell’intervento”, lamentando una grave “mancanza di condivisione pubblica” sulla sua natura.
Il progetto, che mira a trasformare l’area con la creazione di Piazza Italia
un nuovo assetto viario (incluse rotatorie) e aree di servizio, prevede anche lo smantellamento dell’attuale allestimento. Obiettivo primario della mobilitazione è l’avvio urgente di un tavolo di confronto con l’amministrazione e le autorità competenti (tra cui Anas), per ottenere chiarezza su scopi e benefici dell’opera.
Il Comitato sottolinea inoltre la necessità di Salvaguardare il memoriale dei migranti e di Valorizzare l’opera artistica “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto – simboli importanti che, secondo i cittadini, il progetto in corso non tutela adeguatamente o prevede di rimuovere.