Ieri la giunta ligure ha incassato il sì del Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) per la riforma della sanità. Ma per il Partito Democratico ligure l’approvazione mostra l’insofferenza, anche nel centro destra, per la riforma “calata dall’alto”. Ne sarebbe la prova l’esiguo margine di scarto tra favorevoli e contrari in seno al CAL: 15 a 12.
Riforma della sanità: per il PD provvedimento calato dall’alto
Il commento arriva con una nota stampa firmata da Armando Sanna, (nella foto in copertina) capogruppo dem in Consiglio regionale e dal consigliere Roberto Arboscello. Secondo i democratici liguri il governatore Marco Bucci avrebbe coronato la sofferta impresa di far rientrare nei ranghi i sindaci di centro destra che nello scorso periodo avevano mostrato forti perplessità sulla riforma, a cominciare dal “nostro” Claudio Scajola che è anche presidente della Provincia di Imperia.
«Ancora una volta – così i consiglieri – , questa Giunta impone dall’alto le proprie decisioni, senza un reale dialogo con chi amministra le comunità locali. Risulta infatti strano che tutti i sindaci che fino a pochi giorni fa avevano esplicitato la propria contrarietà, oggi si siano appiattiti di fronte a questa riforma. Cosa è cambiato? È bastato un maxi emendamento? Le riforme vanno fatte con tempistiche e modalità corrette e devono essere frutto di un confronto con tutti gli attori e interlocutori al fine di ottenere il miglior risultato possibile, per essere davvero utili. Chi su questi temi corre riducendo il confronto a qualche incontro pilotato non mostra assolutamente efficienza e leadership politica, ma solo una grande debolezza, il voto del CAL lo dimostra»
Il maxi emendamento
Il Cal ha concesso l’approvazione solo a fronte di un maxi emendamento che sarà presentato al Consiglio regionale. Le integrazioni avanzate intervengono su vari aspetti della legge regionale, tra cui il rafforzamento del ruolo dei Comuni nella governance socio-sanitaria, la definizione più puntuale delle funzioni e delle modalità operative della Conferenza dei Sindaci, l’introduzione di strumenti di controllo e verifica più efficaci sul budget territoriale, la promozione della co-programmazione con il Terzo Settore in coerenza con le normative nazionali oltre a una forte integrazione sociosanitaria con un ampio ruolo dei Comuni nella gestione della definizione di un Unico Piano Sociale Integrato.