Una lettera aperta, rivolta al sindaco di Sanremo Alessandro Mager, firmata da circa 50 residenti nella Pigna, il dedalico centro storico della Città dei Fiori. Oggetto: i lavori di recupero del centro storico inseriti nel programma Pinqua.
Pinqua: cittadini contro (alcuni) lavori nel centro storico sanremese
I punti fondamentali sollevati dai cittadini sono due: l’ascensore nella nuova Piazza Santa Brigida, recentemente riconsegnata alla comunità in una nuova veste, ritenuta dai firmatari troppo moderna nel design (e quindi in controtendenza rispetto all’allure generale del centro storico) e la pavimentazione di alcune zone.
Se le vie intorno alla nuova Piazza sono realizzate con materiali e progetti di pregio, i cittadini che hanno scelto di portare le loro istanze a Palazzo Bellevue lamentano una differenza sostanziale con altre aree, in particolare vicolo Mamone, dove si riscontrerebbero criticità. In particolare legate alla scarsa “tenuta” in termini di sicurezza, soprattutto in occasione di precipitazioni particolarmente abbondanti.
Il sospetto dei cittadini è che l’amministrazione abbia utilizzato troppi fondi per Piazza Santa Brigida, ascensore e cucina sociale (progetti comunque lodevoli) per garantire uno standard qualitativo così elevato anche per il resto degli interventi Pinqua.
La lettera integrale
Ecco il testo integrale della lettera, inviato alla redazione dalla signora M. Annita Giulianati.
«Scrivo a nome di diversi residenti del centro storico per esprimere la crescente preoccupazione riguardo alle notevoli differenze nella qualità dei lavori di rifacimento della pavimentazione che si stanno riscontrando in varie zone della città.
Cito piazza Santa Brigida e le vie limitrofe (via Umana, via della Provvidenza, ecc.) dove gli interventi sono stati eseguiti con l’impiego di materiali di qualità e una particolare attenzione alla cura dei dettagli esecutivi, pavimentate con mattoncini rossi al centro e pietre ai lati, in linea con l’estetica tipica e riconoscibile del centro storico.
Al contrario è stato realizzato un ascensore dai costi molto elevati e dal design marcatamente contemporaneo e non in sintonia con il contesto architettonico, che quindi contribuisce a creare un effetto di dissonanza, non coerente con l’estetica e il valore storico del centro cittadino, rischiando di alterare l’armonia e il carattere originario del luogo. Pur essendo stato concepito per favorire l’accesso alle persone con disabilità cosa certamente lodevole, purtroppo l’impianto risulta tuttora inagibile .
Ben diversa è la situazione in altri vicoli e vie: vicolo Maimone , vicolo Cisternin , vicolo Balilla , via del Popolo dove la pavimentazione è stata rifatta mediante l’impiego di materiali di recupero, posati in modo non conforme alle buone pratiche costruttive ,oltretutto pericolose per gli abitanti.
In particolare, nel vicolo Maimone l’intervento alla pavimentazione ha determinato una pendenza della sede pedonale superiore a quella preesistente, e gradini alti con conseguente aumento del rischio di perdita di equilibrio soprattutto per le persone più anziane. Le pietre irregolari e con spigoli vivi, unitamente ai lastroni disallineati e alle fughe eccessivamente ampie, generano dislivelli e potenziali punti di inciampo, configurando un’evidente situazione di pericolo per la pubblica incolumità.
Si rileva inoltre, che la mancata sigillatura delle fughe favorisce un non regolato deflusso e il ristagno delle acque meteoriche, incrementando ulteriormente il rischio di scivolamento, soprattutto per gli utenti più vulnerabili, quali anziani, bambini e persone con difficoltà motorie.
A titolo di confronto, l’utilizzo di mattoncini rossi antisdrucciolo, se correttamente posati e livellati, garantirebbe una superficie omogenea, stabile e con maggiore coefficiente di aderenza, migliorando in modo significativo la sicurezza e la percorribilità del tratto.
La pavimentazione di tutto il centro storico di Sanremo, come appariva nel 1916, era composta da pietre irregolari adatte alle esigenze dell’epoca: le strade erano percorse da persone, animali da lavoro e mezzi di trasporto, e le calzature robuste erano adatte ad un agevole camminare sui vicoli acciottolati. Oggi, però, il contesto è cambiato: l’uso di calzature leggere e le crescenti esigenze di sicurezza richiedono pavimentazioni uniformi, curate e sicure, in grado di preservare sia il decoro urbano sia la vivibilità per chi abita queste aree.
Purtroppo, in alcune zone si assiste a un ritorno a soluzioni meno sicure e meno curate, che compromettono non solo l’estetica del centro storico, ma anche la qualità della vita dei residenti.
I residenti di vicolo Maimone, tra questi vi sono anziani e persone con problemi motori costretti a restare in casa se non accompagnati, per il timore di cadere, invitano pertanto l’Amministrazione a provvedere con urgenza al rifacimento della pavimentazione del vicolo, oggetto nel 2025 di lavori eseguiti nell’ambito del progetto PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare).
La pavimentazione risulta , come già detto sopra, ad oggi difettosa e pericolosa, con lastre sconnesse, dislivelli e scarsa aderenza che comportano gravi rischi di caduta e scivolamento.
Si richiama, a tal proposito, l’art. 2051 del Codice civile, che rende il Comune responsabile della sicurezza delle aree pubbliche. Anche in presenza di finanziamenti PINQuA, l’Amministrazione resta tenuta alla corretta esecuzione, manutenzione e collaudo delle opere pubbliche.
Si chiede pertanto un sopralluogo urgente e il rifacimento completo della pavimentazione con materiali idonei, pendenze regolari e adeguata sicurezza pedonale.
I residenti di vicolo dei Bottini segnalano inoltre che, durante i giorni di pioggia, l’area diventa quasi impraticabile a causa del misto di ghiaino e cemento collocato provvisoriamente tra i gradini per consentire il passaggio dei mezzi di lavoro. Tale materiale tende a sbriciolarsi facilmente, rendendo il transito scivoloso e pericoloso.
I lavori, avviati nel centro storico ormai da tempo, procedono con estrema lentezza, generando disagio e preoccupazione sia per la sicurezza quotidiana sia per la qualità del risultato finale. In particolare, vista la situazione riscontrata in vicolo Maimone, i residenti di vicolo dei Bottini esprimono forte preoccupazione per la tipologia dei materiali e per le modalità di posa che verranno adottate
È legittimo domandarsi:
Perché si riscontrano differenze così marcate nella qualità dei lavori tra una zona e l’altra?
Sono forse stati spesi fondi in misura eccessiva per la piazza Santa Brigida, l’ascensore e la cucina sociale, a scapito delle altre vie?
Perché non si vedono mai capicantiere o responsabili comunali impegnati nel controllo e nella verifica dei lavori?
Come è stato possibile modificare così radicalmente la pavimentazione, creando pericolo e disagio ai residenti?
Il centro storico di Sanremo è un patrimonio unico e prezioso che merita di essere valorizzato con la stessa cura in ogni sua parte, senza creare “zone di serie A” e “zone di serie B”.
I cittadini chiedono soltanto sicurezza, rispetto e pari dignità: interventi concreti e immediati per ripristinare condizioni di sicurezza, un dialogo trasparente sulle scelte dei materiali e dei metodi di lavoro, e un monitoraggio costante dei cantieri per evitare ulteriori rischi.
Il centro storico non può essere lasciato in condizioni disomogenee e pericolose. La sua tutela è una responsabilità condivisa tra chi esegue i lavori e il Comune, che deve garantire pari attenzione e cura a tutte le vie, grandi e piccole, che rappresentano la storia e l’identità della nostra città.
Certi della Sua attenzione e sensibilità verso il decoro, la sicurezza del centro storico e il benessere dei cittadini, rimaniamo in attesa sia di una risposta che di un programma di interventi adeguato alla correzione della situazione descritta e porgiamo cordiali saluti.
Firmato: un gruppo di residenti del centro storico di Sanremo»



Santa Brigida , Via Umana, Vicolo della Provvidenza. Pavimentazione rifatta con il progetto PINQuA 2025