l'appello

Mille euro di ricompensa per gli alveari rubati all’apicoltore Marco Ballestra. Ai ladri: “Chiamatemi vi offro un caffè e due chili di miele”

Intanto in carabinieri avrebbero individuato dei sospetti e recuperato parte della refurtiva di alcuni dei furti commessi nel comprensorio

Mille euro di ricompensa per gli alveari rubati all’apicoltore Marco Ballestra. Ai ladri: “Chiamatemi vi offro un caffè e due chili di miele”

Tra le vittime dell’ondata di furti avvenuti in Val Nervia nelle ultime settimane c’è anche il noto apicoltore ed ex blogger Marco Ballestra, che ieri ha diffuso una nota in cui rivela di aver subito il furto di alcune delle sue arnie: “Circa venti/trenta giorni fa mi sono stati rubati degli alveari in alta Val Nervia – racconta Ballestra – Pubblico le foto delle mie arnie e nuclei. Chiunque trovi del materiale come questo, anche vuoto, me lo comunichi. Se le informazioni dovessero contribuire ad individuare i responsabili del furto, sarò ben lieto di corrispondere questo premio. Grazie”.

Ballestra una delle tante vititime di furti nella vallata in queste settimane

Non è chiaro se il furto subito da Marco Ballestra rientri fra quelli al centro degli sviluppi delle indagini condotte dai carabinieri di cui Primalariviera ha scritto nelle scorse ore.

L’apicoltore intemelio nelle ore successive all’annuncio delle ricompensa di mille euro ha diffuso una nota in cui si rivolge direttamente ai ladri:

“A proposito del furto di alveari che ho patito, alcune riflessioni. Chi li ha rubati non è un apicoltore. Tra di noi ci si rispetta e chi mi conosce sa che arriverò ad individuare il responsabile. Il nostro territorio è un fazzoletto e tra i cacciatori ho tanti amici che girano ovunque e , se è il caso, riferiscono.  Quelle persone lasceranno morire le api, divorate dai calabroni o dai parassiti. Qui da noi l’apicoltura è per pochi.

“Fate più bella figura a chiamarmi – aggiunge l’apicoltore – a ridarmi le api e ci mettiamo una pietra sopra. Ci beviamo un caffè e vi do pure due chili di miele.
“Non ho usato il termine che si usa per chi si appropria di beni altrui perché ho rispetto di tutti, anche di voi – conclude –   Abbiamo sbagliato tanto, abbiamo sbagliato tutti”.