LEGGE CALDEROLI SOTTO ACCUSA

Airole fuori dai Comuni Montani, il sindaco: “Pronti alle vie legali per difendere il territorio”

Airole esprime ferma opposizione e profonda preoccupazione in merito alla presunta esclusione dall’elenco ufficiale dei Comuni Montani

Airole fuori dai Comuni Montani, il sindaco: “Pronti alle vie legali per difendere il territorio”

Il Comune di Airole esprime ferma opposizione e profonda preoccupazione in merito alla presunta esclusione dall’elenco ufficiale dei Comuni Montani sulla base delle valutazioni che stanno via via emergendo da parte della Commissione appositamente istituita per valutare la “montanità” dei centri italiani, in applicazione della legge 131/25 del ministro Roberto Calderoli.

Prima che la presunta esclusione di Airole e di altri Comuni

quali Apricale e Dolceacqua, rischi di diventare effettiva, il sindaco del piccolo centro della val Roja,  Andrea Molinari e l’amministrazione contestano, con forza, la scelta del governo, definendo i parametri adottati come poco chiari, parziali e totalmente scollati dalla realtà geografica e sociale della Val Roja.

Nel nostro Comune non ci sono cento metri che siano piani, siamo i primi contrafforti delle Alpi Marittime, pertanto è incomprensibile come si possa pensare di escludere Airole dai paesi montani – dichiara il primo cittadino – il nostro è un territorio impervio che non può essere ignorato”.

Il sindaco spiega che Airole è un Comune della media Val Roja

i cui parametri geofisici evidenziano chiaramente la natura montana del territorio: “Sul territorio comunale figurano quattro monti di altezza rilevante (Monte Colombin, 1088 metri; Monte Abelio, 1013 metri; Monte Abeliotto, 899 metri e Cima Arpetta, 861 metri, ndr); l’altezza media del territorio è di 407 metri; mentre la pendenza media è superiore al 60 per cento: più del doppio di quella prevista dai parametri individuati dalla normativa”.

Inoltre, secondo fonti Istat, circa il 22 per cento del territorio comunale

è sopra i 600 metri di quota. “Un dato, quest’ultimo, che è sì lievemente inferiore al parametro richiesto dalla nuova legge – spiega Molinari – ma che, a mio avviso, viene ampiamente compensato dalle pendenze che risultano essere anche triplicate rispetto al dato minimo richiesto”. Inoltre non è comprensibile la logica che ha portato a stilare la lista provvisoria, che vedrebbe ricompresi comuni con i nostri medesimi standard e alcuni con requisiti persino inferiori a quanto stabilito dalle nuove regole.

Un territorio come quello descritto, con pendenze scoscese e una conformazione che impone costi di gestione e manutenzione raddoppiati rispetto ai centri costieri, non può essere cancellato con un colpo di penna – sottolinea il sindaco -. I criteri utilizzati appaiono incongruenti: non si può valutare la ‘montanità’ di un borgo solo attraverso freddi calcoli statistici, peraltro inesatti, che ignorano le reali difficoltà di collegamento, la fragilità idrogeologica e lo sforzo quotidiano per mantenere vivi i servizi in zone svantaggiate”.

Per Airole, va detto, conservare lo status di “Comune montano”

non è una questione di etichetta, ma di sopravvivenza economica. “I finanziamenti connessi a questa qualifica sono ossigeno puro per il bilancio. Senza di essi, il Comune si troverebbe nell’impossibilità di garantire con la medesima efficacia i servizi essenziali ai cittadini, dalla manutenzione delle strade alla gestione del territorio, fino al supporto alle attività economiche locali”.

L’amministrazione di Airole non intende restare a guardare mentre il futuro del borgo viene compromesso da decisioni prese a chilometri di distanza senza una reale conoscenza della Valle Roja.

Questo a prescindere dalle garanzie di supporto che sembrano essere date dall’attuale amministrazione regionale, trattandosi di una tutela che potrebbe facilmente venir meno in futuro e che comunque non sarebbe garantita per legge. “Siamo pronti a dare battaglia in ogni sede opportuna – conclude Molinari – se non riceveremo risposte concrete e una revisione immediata di questa lista discriminatoria, agiremo per vie legali per tutelare i diritti della nostra comunità e il riconoscimento della nostra identità montana. Non permetteremo che Airole diventi vittima di una burocrazia cieca e distante”.