TEMPO LIBERO

Il presepe realizzato a mano dal parroco di Ospedaletti in mostra fino al 2 febbraio

Quest’anno, alla Natività, alla polentaia e al pastore che fa la tosatura della pecora, sono stati aggiunti il maniscalco e anche i 3 re Magi

Il presepe realizzato a mano dal parroco di Ospedaletti in mostra fino al 2 febbraio

Ogni anno, le comunità di Ospedaletti e della parrocchia San Giovanni Battista, attendono con tanta aspettativa non solo il Natale ma sopratutto il grande presepio, che dà ormai sei anni, viene allestito dal parroco, don Michele da Silva, nella chiesa di Cristo Risorto. 

Ciò che tanti non sanno è che tutto il paesaggio e le case del villaggio

che lo compongono sono stati costruiti con tanta abilità dalle stesse mani del parroco. Ogni anno il presepe si allarga, cresce il villaggio, si aggiungono altre case e riceve nuovi personaggi con un movimento meccanico. Quest’anno, alla Natività, alla polentaia e al pastore che fa la tosatura della pecora, sono stati aggiunti il maniscalco e anche i tre re Magi.

E proprio ciò che affascina le persone che lo visitano, ma soprattutto i bambini, è il movimento ritmico di ogni personaggio. Braccia che si aprono, lanterne che si accendono, teste che si inchinano come gesto di adorazione e scrigni che si aprono, il tutto rende il Natale un vero movimento di vita verso il bambino Gesù.

Non per caso la Parrocchia di Ospedaletti ha vinto la prima edizione

del concorso di presepe organizzato dalla diocesi di Ventimiglia – SanRemo. E quest’anno per omaggiare il pargoletto, le parrocchie di Soldano e Perinaldo, con il parroco don Marco Castagna insieme ai bambini e famiglie, hanno fatto un piccolo “pellegrinaggio” per vedere e pregare davanti a questo presepio ed è stata una bellissima iniziativa che ha coinvolto tutte le tre parrocchie. 

Dunque, per dare occasione ancora a tante persone di ammirare

quest’opera d’arte, il parroco ha deciso di lasciarlo allestito fino alla festa della Candelora che si terrà il 2 febbraio: “Seguendo così un bellissimo consiglio e tradizione che Papa Benedetto XVI aveva dato a tutta la chiesa negli anni del suo pontificato – afferma il sacerdote – ovvero, di non concludere le feste natalizie con la festa dell’Epifania ma di portare fino alla Candelora, la festa della presentazione del bambino Gesù al Tempio, la gioia del Natale, la potenza della vita e la forza della luce che sconfigge il male e le tenebre”.

F.T.