Intervista

Una sanremese ai vertici di Amazon Business

Alessandra Tavella, in Amazon dal 2012, da gennaio 2026 si è trasferita a Londra dove ricopre il ruolo di EU Head of Channel Sales, Consumers e Properties per Amazon Business

Una sanremese ai vertici di Amazon Business

Sanremese, 44 anni, sposata e con un figlio di 7 anni, la dottoressa Alessandra Tavella, in Amazon dal 2012, da gennaio 2026 si è trasferita a Londra dove ricopre il ruolo di EU Head of Channel Sales, Consumers e Properties per Amazon Business.

Una sanremese ai vertici di Amazon Business

Lei è nata a Sanremo, quale percorso di studi ha fatto?
«Ho frequentato il Liceo Scientifico Saccheri (prima che venisse inglobato nel Cassini) e poi mi sono laureata in Economia Aziendale in Bocconi»

Già da ragazza, al liceo, sognava di frequentare Economia e di fare carriera arrivando al successo che ha ora?
«In realtà ho fatto economia proprio perchè non sapevo bene cosa avrei fatto da grande. Era una materia scientifica, con moltissime applicazioni pratiche e uno spettro di opportunità poliedrico»

Lei, prima di arrivare ad Amazon, ha lavorato per diverse aziende anche del mondo della moda. Di cosa si occupava?
«Ho Lavorato per Accenture all’interno di una divisione che supportava le aziende del settore moda in progetti di innovazione e Customer Relationship Management. La consulenza è stata una palestra eccellente, mi ha insegnato la struttura, il rigore analitico e la capacità di gestire situazioni molto ambigue. Entrare in aziende diverse, poterne vedere il funzionamento e aiutarle a migliorare è un’enorme opportunità»

Quando ha deciso di entrare in Amazon e che ruolo ha avuto inizialmente?
«Nel 2012, dopo oltre 7 anni in consulenza, volevo poter essere parte integrante di un’azienda, non solo supportarne altre nell’innovare. Amazon era da poco arrivata in Italia e stava assumendo, non c’era ancora l’ufficio a Milano, sono stata assunta su Parigi. Conoscevo la realtà da anni, ed essendo un’appassionata lettrice, ero affascinata da Kindle e da come aveva portato innovazione nel settore dell’editoria. Ho quindi scelto di candidarmi per un ruolo proprio in quell’area. Nel prepararmi per i colloqui, ho avuto modo di scoprire la filosofia di Amazon e il suo approccio basato sui Leadership Principles, tutti aspetti in cui mi sono riconosciuta immediatamente. Una persona viene assunta in Amazon per il suo potenziale, non solo per quello che sa fare oggi»

Dopo diversi ruoli in Italia, da gennaio vive a Londra ed è EU Head of Channel Sales, Consumers e Properties per Amazon Business.
«Una delle cose che mi piace di Amazon, e per cui sono in Azienda da quasi 14 anni, è il fatto che i cambiamenti di ruolo all’interno non sono solo possibili, ma anche supportati. Ho potuto fare cambi non convenzionali che il mercato esterno non mi avrebbe permesso con tanta agilità. Dopo l’esperienza in Kindle e poi in editoria, ho seguito Amazon Fresh a livello internazionale. Dal 2023 sono in Amazon Business, la soluzione di Amazon per gli acquisti aziendali. Amazon Business si basa sull’offerta consolidata di Amazon – ampia selezione, prezzi competitivi e servizio clienti d’eccellenza – integrando funzionalità specifiche per le imprese, come gli acquisti in grandi volumi, la gestione delle approvazioni e l’integrazione con i sistemi di procurement aziendali. Serviamo aziende di ogni dimensione, dai piccoli imprenditori alle multinazionali, con l’obiettivo di semplificare i processi di acquisto, ridurre costi e tempi, permettendo alle organizzazioni di concentrarsi sul proprio core business. In questo contesto, guido un team sales che supporta le grandi aziende nell’adozione di Amazon come soluzione di e-procurement. Nel 2024 il mio ruolo ha preso un’espansione europea, e da ottobre 2025, con l’ampliarsi del team, ho avuto l’opportunità di spostarmi a Londra»

Aveva già fatto esperienze all’estero?
«La prima è stata l’Erasmus in Belgio, a Louvain la Neuve. Ho Lavorato a Parigi nel 2012 per sette mesi, quando sono assunta da Amazon, e nel 2008 ho seguito un progetto di 6 mesi in Russia per Accenture, in una grande multinazionale di telecomunicazioni. Questo è il primo trasferimento con un orizzonte temporale non definito»

Lei ha anche marito e figlio
«Sì, mio marito Marco è un avvocato specializzato in IP e Privacy, e mio figlio Tommaso ha sette anni, ed è un grandissimo fan dei Pokemon»

Come riesce a conciliare vita privata e lavorativa e ritiene che in alcuni campi le donne abbiano una marcia in più, pur venendo spesso penalizzate dal punto di vista economico?
«Ci vuole una certa organizzazione. Scherzi a parte, sono molto fortunata. In primis, mio marito ed io non solo siamo una coppia e una famiglia, ma una squadra, e lavoriamo costantemente per supportarci e per affrontare gli impegni familiari. Lavoro per un’azienda che ha sempre dimostrato moltissima attenzione all’equilibrio tra lavoro e sfera privata, e che davvero mette in piedi meccanismi e policy che supportano i genitori e le donne. Sono stata promossa due volte, una a ridosso dal mio rientro dalla maternità, e ho avuto la fortuna di poter supportare altre colleghe che sono state promosse in gravidanza o durante la maternità. Riconosco però che su questi aspetti Amazon sia un’isola felice, anche se sogno che diventi la norma»

Lei ha un obiettivo lavorativo? Quale?
«Continuare a imparare cose nuove e affrontare cose che non ho mai fatto. Le mie amiche però le direbbero che da quando avevo 7 anni, il mio obiettivo di lungo termine è fare la Presidente della Repubblica, potrebbe essere il piano perfetto per la pensione»

Quali sono, dal suo punto di vista di donna affermata, gli obiettivi che ogni giovane deve avere per riuscire a fare carriera?
«Il mondo del lavoro che i e le giovani devono affrontare oggi mi sembra decisamente più complesso di quello che ho vissuto io. Il consiglio che darei è quello di concentrarsi su cosa pensano sia davvero importante, sui propri valori, di definire da soli e sole il proprio concetto di successo e di privilegiare il proprio equilibrio. E di continuare a essere curiosi, studiare e imparare. Di tutti i ruoli che ho avuto in Amazon, nessuno di essi esisteva quando mi sono laureata. Amazon Business, per esempio, è stato lanciato a livello globale nel 2015, tre anni dopo il mio ingresso in azienda»

Quanto ha sacrificato della sua vita privata per il lavoro?
«Personalmente, non sento di aver sacrificato la mia vita privata per il lavoro, ma ammetto di aver sicuramente investito molte energie nel mio lavoro, e di essermi messa in discussione molte volte, affrontando anche fallimenti grandi e piccoli. Trovo enorme motivazione nel poter lavorare con persone più brave e più preparate di me, indipendentemente da ruolo, età e seniority, e in questo Amazon è un’enorme palestra. Mia mamma mi ha sempre detto: se sei un levriero e corri coi bassotti, arriverai sempre prima, ma non c’è niente di meritevole. Devi correre con altri levrieri, per migliorare davvero»

Lei lavora in team. Quanto è importante avere una squadra con cui condividere successi e a volte errori?
«È essenziale»

Se non avesse fatto carriera, aveva un piano B?
«Non ho mai avuto un piano preciso, e in effetti non ce l‘ho tutt’ora. Mi dà un enorme senso di libertà»

Quanto spesso torna a Sanremo?
«Intervalli irregolari., soprattutto d’estate, cosi mio figlio può stare con i nonni e goderci il clima meraviglioso della Riviera. Al momento, a Londra, mi manca moltissimo»