Incontro pubblico all’Hotel Nazionale di Sanremo, con la Camera Penale del Tribunale di Imperia che lancia il Comitato per il “sì”, in attesa del referendum costituzionale per la riforma della giustizia.
La Camera Penale di Imperia lancia il comitato per il “sì” alla riforma della giustizia
Tra i relatori il presidente Marco Bosio, il suo vice Vincenzo Icardi, il segretario dell’Unione delle Camere Penali Rinaldo Romanelli e la ex senatrice di Forza Italia Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, il presentatore TV al centro del più eclatante caso di malagiustizia della storia italiana.
Per i penalisti imperiesi, fondamentale la separazione delle carriere tra magistrato giudicante e magistrato inquirente per garantire un processo che sia realmente equo. Nelle prossime settimane, il Comitato presenterà una serie di iniziative, tra convegni e banchetti informativi, per tradurre il tema tecnico alla cittadinanza, per illustrare le ragioni del “si”.
«Separazione delle carriere fondamentale per un processo equo»
«Ci sono dei punti qualificanti in questa riforma – così il presidente Bosio – . Soprattutto la terzietà del giudice e la piena attuazione dell’equità del processo, nell’attuazione dell’articolo 111 della Costituzione. Un processo accusatorio non può realizzarsi senza la presenza di un giudice terzo ed indipendente e la separazione delle carriere è proprio in quest’ottica. E’ una battaglia storica delle camere penali e la politica è arrivata molto tempo dopo. Nel dibattito, si sta strumentalizzando tanto, invece vogliamo riportare la discussione nei giusti binari. Siamo disponibili a confronti e incontri. Il tema è molto tecnico, vogliamo riportarlo nella giusta dimensione, anche se il giusto tasso di tecnicismo è inevitabile».
«Non è assolutamente vero che a riforma serva a imbavagliare i PM – ancora Bosio -. Nessuno ha mai pensato di subordinare il PM al potere politico. Anzi, con questa riforma si potenzia il ruolo del pubblico ministero che viene inserito in Costituzione con il suo CSM (è prevista a separazione anche dei consigli superiori). Esaltazione del ruolo del PM che però deve essere terzo rispetto al giudice. Anche il sorteggio si spezza quello che è un sistema legato alle correnti che hanno prodotto tanti guai in questo paese, come lo scandalo Palamara»
«Il perché la separazione delle carriere sia importante a livello tecnico è abbastanza intuitivo – spiega Romanelli -. In tutte le democrazie liberali è così: il giudice deve essere lontano e distante dal pubblico ministero. Perché il pubblico ministero accusa e il giudice giudica il cittadino tratto a giudizio e per lui è la garanzia dei principi costituzionali che gli garantiscono un giusto processo. Le due figure dei magistrati non devono apparire come colleghi che fanno loro stesso mestiere, perché fanno due mestieri profondamente diversi e ogni cittadino sarebbe più tranquillizzato a entrare in un’aula di tribunale».
«Il processo penale – parole del segretario – ha fatto tanti passi avanti sul fronte della rapidità ed è giusto che la risposta dello stato arrivi in tempi brevi. Quello che serve sono maggiori risorse, maggiore personale. Perché la domanda di giustizia è estremamente elevata e li strumenti a disposizione sono limitati. Quindi ci vorrebbero investimenti. Va detto – conclude – che i tempi dei processi si sono già ridotti significativamente: il PNRR ci ha dato come obiettivo ridurre quello che viene definito disposition time del 25%, noi lo abbiamo fatto del 27»
«Enzo Tortora aspetta questa riforma da 43 anni»
Ha preso la parola anche la giornalista ed ex senatrice di Forza Italia, Francesca Scopelliti, compagna del conduttore Enzo Tortora, ingiustamente accusato ( e in primo grado condannato) per presunti legami con la malavita organizzata. «Enzo Tortora aspetta questa legge da 43 anni. Questa legge che è un punto di partenza non certo di arrivo. La vicenda di Enzo se viene analizzata con gli occhid ella giustizia rappresenta proprio la necessità della separazione delle carriere. Enzo fu arrestato da Di Persi e Di Pietro senza uno straccio di prova, E il giudice istruttore ha confermato l’arresto senza uno straccio di prova, facendo copia e incolla di quello che volevano che volesse detto i due magistrati. Gli stessi che venivano definiti i due Maradona del diritto a Napoli, quando il calciatore portava la squadra a vincere los cudetto. Chiaro come questa loro popolarità potesse venire premiata solo dalla ragione del processo stesso»
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