Il consigliere di opposizione Luciano Zarbano (Imperia senza padroni) interviene a margine della riattivazione, in via sperimentale del semaforo sul ponte del torrente Impero.
“Semaforo ponte Impero, esperimento o giustificazione?”
«La notizia che il semaforo sul Ponte Impero tornerà operativo, in modalità provvisoria con l’obiettivo di “verificare l’andamento circolatorio”, pone interrogativi politici prima ancora che tecnici – così Zarbano -.Perché un impianto progettato per regolare il traffico viene acceso solo a tempo, e solo in determinati giorni? Perché dopo mesi di spegnimento si parla ancora di “verifica”? È anche legittimo il dubbio che dietro questa riaccensione “a singhiozzo” possa esserci anche un’altra lettura. Non è raro che opere pubbliche già realizzate vengano messe formalmente in funzione per evitare contestazioni da parte della Corte dei Conti».
«Il rischio, in questi casi, è quello di essere accusati di aver investito risorse pubbliche in infrastrutture mai entrate realmente in esercizio (la vicenda dei bus ad idrogeno ci insegna qualcosa) – spiega il consigliere – Da qui l’ipotesi: l’attivazione temporanea potrebbe servire anche a dimostrare l’effettivo utilizzo dell’impianto, evitando possibili rilievi contabili su un investimento di fatto rimasto inattivo. Resta però la domanda centrale, quella che interessa davvero cittadini e operatori economici: questo semaforo serve realmente alla città? L’ordinanza parla di miglioramento della sicurezza e della regolarità del traffico, ma la storia recente racconta anche di forti disagi alla circolazione quando l’impianto era pienamente operativo. Se oggi viene riattivato solo in via provvisoria e con limiti temporali precisi, significa che la sua reale utilità è ancora tutta da verificare. Perché se un’infrastruttura è utile, deve funzionare stabilmente. Se invece crea più problemi che soluzioni, allora bisogna avere il coraggio di dirlo».
«Il punto politico è semplice: le opere pubbliche devono nascere da bisogni reali, non dalla necessità di mostrare che qualcosa si sta facendo, a prescindere. In un momento storico in cui ogni euro pubblico dovrebbe essere investito con la massima attenzione all’impatto reale sul territorio, la differenza tra opera utile e opera simbolica diventa fondamentale. Il rischio è che ci si trovi davanti all’ennesima infrastruttura realizzata più per dimostrare che “si fa qualcosa” che per rispondere ad un bisogno concreto della comunità».
«Imperia non ha bisogno di interventi simbolici o di provvedimenti a tempo. Ha bisogno di scelte strutturali, basate su dati, traffico reale e impatto concreto sulla vita quotidiana delle persone».
«Se questo semaforo migliorerà davvero la viabilità, noi di Imperia senza Padroni saremo i primi a riconoscerlo. Se invece si rivelerà l’ennesima opera fine a sé stessa, sarà doveroso aprire una riflessione seria su come vengono pianificati e spesi i soldi pubblici. Le prossime settimane – conclude – diranno se il semaforo del Ponte Impero rappresenta davvero una soluzione per la viabilità cittadina o se resterà il simbolo di una programmazione scollegata dalle esigenze reali del traffico urbano».