Il consigliere comunale di Ventimiglia, Nico Martinetto (Ventimiglia nel Cuore, Federazione Liste civiche) ha presentato una istanza di accesso agli atti, in Comune, per capire l’origine di alcune anomalie riguardanti la notifica delle multe, le cui ripercussioni ricadrebbero direttamente sui cittadini. Si tratta di avvisi di accertamento per sanzioni al codice della strada, che anziché andare a buon fine verrebbero restituiti per destinatari “sconosciuti” o “irreperibili”.
Martinetto, che punta il dito sulle modalità di gestione delle notifiche
delle sanzioni amministrative affidate dal Comune di Ventimiglia a soggetti esterni, in particolare alla società Safety 21 spa, si chiede se una volta acquisita e controllata tutta la documentazione, nel caso in cui emergano probabili anomalie, l’amministrazione comunale intenda intervenire per chiarire e correggere le criticità. “Una prassi che, nei fatti, comporta la restituzione degli atti al Comune e la successiva rinotifica a cura del messo comunale, con un evidente aggravio di tempi, costi e utilizzo di risorse pubbliche – afferma Martinetto -. Una questione che non è solo teorica o amministrativa, ma che ha ricadute concrete sui cittadini”.
Lo stesso Martinetto, infatti, riferisce di aver subìto
una situazione paradossale: pur essendo nato e da sempre residente a Ventimiglia e comunque facilmente reperibile, si è visto dichiarare “sconosciuto” dal notificatore, al punto da dover recarsi personalmente presso l’Ufficio Messi del Comune per ritirare un atto giudiziario. “Un episodio che solleva interrogativi non banali: le attività di ricerca anagrafica vengono svolte correttamente? Vengono consultate le banche dati disponibili come Anpr o solo il Pra? E perché cittadini regolarmente residenti vengono indicati come irreperibili?”.
L’istanza chiede l’accesso a una documentazione ampia e dettagliata
dal contratto di appalto con Safety 21 spa agli eventuali subappalti a soggetti terzi, fino ai report sulle notifiche riuscite e su quelle fallite. Viene inoltre richiesto di conoscere i costi sostenuti dal Comune per le rinotifiche effettuate dai messi comunali e se per tale servizio viene richiesto l’importo di 5,88 euro per ciascuna notifica, come previsto dal D.M. 3 ottobre 2006.
Ma non finisce qui. Non meno rilevante è la domanda
sulle eventuali contestazioni o penali contrattuali: “L’amministrazione ha mai formalmente segnalato queste criticità al gestore del servizio? Sono state applicate penali in caso di disservizi? Oppure il costo delle inefficienze ricade interamente sulla collettività?”. Per Martinetto: “L’obiettivo dichiarato non è polemico, ma di trasparenza e corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Una volta acquisiti tutti gli atti, la domanda finale resta inevitabile e politica nel senso più alto del termine: l’amministrazione intende intervenire per rivedere procedure, controlli e modalità di notifica, evitando che simili situazioni si ripetano ai danni dei cittadini e delle casse comunali?”.
E aggiunge: “In un momento in cui ai cittadini viene giustamente richiesto il massimo rispetto delle regole e dei termini di legge, è legittimo pretendere che la stessa precisione, efficienza e correttezza vengano garantite anche dall’apparato amministrativo e dai soggetti incaricati di operare per conto del Comune. La trasparenza non è un atto ostile, ma un dovere istituzionale. Per questo, una volta acquisita tutta la documentazione richiesta e fatte le giuste valutazioni la politica non potrà limitarsi a prenderne atto: dovrà assumersi la responsabilità di correggere e, se necessario, rivedere radicalmente le scelte fatte, nell’interesse esclusivo dei cittadini e della legalità amministrativa. La domanda, allora, non è più se esistano criticità, ma se l’amministrazione avrà la volontà di affrontarle fino in fondo”.
F.T.
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