Il messaggio

“Un ragazzo innamorato delle due ruote”: la toccante lettera del padre di Gabriele Capone

Il padre Antonello ha voluto scrivere una lettera pubblica di ringraziamento. Parole cariche di dolore, ma anche di riconoscenza

“Un ragazzo innamorato delle due ruote”: la toccante lettera del padre di Gabriele Capone

A pochi giorni dalla tragedia che il 9 febbraio ha strappato alla vita il diciottenne Gabriele Capone, morto in un incidente in via Nazionale a Imperia, il padre Antonello ha voluto scrivere una lettera pubblica di ringraziamento. Parole cariche di dolore, ma anche di riconoscenza verso chi, in queste settimane, ha dimostrato affetto e vicinanza alla famiglia.

“Capons”, ragazzo innamorato delle due ruote

“Capons”, così lo chiamavano gli amici, era legato alle moto sin da bambino. “A soli due anni veniva già in scooter con me”, racconta il padre. Una passione coltivata con determinazione e vissuta, assicura, nel rispetto delle regole e dei valori ricevuti in famiglia.

“Papà, è la mia passione, stai sereno”, gli ripeteva. E lui sereno lo era, perché conosceva quel figlio che rincasava per un boccone e una doccia veloce prima di uscire di nuovo, tanto che a volte lo prendeva in giro: “Gabry, questa casa non è un albergo”.

Un ragazzo riservato, ma circondato da affetto

Gabriele era riservato, non raccontava ogni dettaglio delle sue giornate, ma il padre sapeva chi frequentava e si fidava delle sue amicizie. Solo dopo quel 9 febbraio ha scoperto fino in fondo l’universo del figlio: “Capons”, “Occhi Blu”, “Gynbro”, i soprannomi con cui veniva chiamato.

“Si sente spesso dire che i giovani d’oggi siano isolati o scontrosi. Mi creda, in questi giorni i ragazzi sono stati fantastici”. Sono proprio loro, spiega, a stargli accanto e ad aiutarlo a conoscere aspetti inediti di suo figlio.

Un leader tra scuola e palestra

Dai racconti degli amici è emerso un ritratto ancora più intenso: Gabriele era un punto di riferimento, “un collante” tra gruppi diversi, tra la scuola e la palestra. Ovunque il padre si rechi, c’è qualcuno pronto a dirgli quanto fosse speciale.

Un ragazzo capace di regalare sorrisi, abbracci, gesti semplici ma profondi. E quegli occhi blu, che gli amici ricordano come capaci di “rapirti e, allo stesso tempo, donarti serenità”.

I ringraziamenti alla città

Nella lettera, Antonello Capone rinnova il proprio grazie a chiunque abbia dimostrato vicinanza alla famiglia. Un pensiero particolare va agli Ultras dell’Imperia Calcio, che hanno voluto dedicare alla famiglia “una domenica diversa”, e all’Arma dei Carabinieri.

“Oltre alla grande professionalità, hanno dimostrato un’umanità e una delicatezza rare”, scrive, ricordando il sostegno ricevuto dal momento dei rilievi fino alla consegna degli atti.

Parole semplici, chiuse con un doppio “Grazie”, che restituiscono il ritratto di un ragazzo amato e di una comunità che, nel dolore, ha saputo stringersi attorno alla sua famiglia.