IL CASO A PIGNA

L’affitto della casa vacanza è irregolare, ma sindaco le dimezza la sanzione perché straniera e in buona fede

Il primo cittadino ha così firmato un’ordinanza-ingiunzione che riduce da 1.600 a 800 euro la sanzione amministrativa

L’affitto della casa vacanza è irregolare, ma sindaco le dimezza la sanzione perché straniera e in buona fede

E’ straniera ed ha agito in buona fede, così il sindaco di Pigna, Roberto Trutalli, ha dimezzato la sanzione a una straniera colpevole di aver affittato un appartamento, nel piccolo centro dell’alta val Nervia, senza essere in possesso di regolare autorizzazione.

Il primo cittadino ha così firmato un’ordinanza-ingiunzione

che riduce da 1.600 a 800 euro la sanzione. La vicenda, che riguarda l’omessa richiesta del Codice identificativo nazionale (Cin), obbligatorio per chi affitta immobili a uso turistico, ha avuto origine  dal verbale numero 2/2025 della polizia locale, che contestava a C. A. di non aver richiesto il Cin per un appartamento destinabile a locazione breve.

La normativa nazionale, introdotta con il decreto legge 145/2023

prevede infatti l’obbligo del codice per garantire trasparenza e contrastare l’ospitalità irregolare. La titolare dell’immobile, però, ha presentato ricorso a dicembre del 2025, spiegando di aver richiesto, in passato, il codice regionale Citra per l’abitazione di residenza (e pertanto non utilizzabile come casa vacanza) e di averne poi chiesto la cancellazione.

La donna, inoltre, ha dichiarato di non aver compreso appieno la normativa

essendo straniera. A quel punto il sindaco, ha riconosciuto l’assenza di intenzionalità nella violazione e, pur ribadendo che la legge non lascia spazio a interpretazioni discrezionali, ha deciso di applicare la sanzione minima prevista: 800 euro, più 12,50 euro per spese postali, per un totale di 812,50 euro.