Giuseppe Federico

«Alberi abbattuti alle Ex Caserme Revelli senza un piano di ripiantumazione»

Federico: "Chiediamo se ci sia una relazione tecnica, se ci sia un piano di reintegro con tempi certi e se il comune dispone delle risorse"

«Alberi abbattuti alle Ex Caserme Revelli senza un piano di ripiantumazione»

Opposizione all’attacco, a Taggia, per l’abbattimento di 32 alberi alle ex Caserme Revelli. Il consigliere di Progettiamo il Futuro, Giuseppe Federico, punta il dito sulla mancanza di un piano di ripiantumazione.

 

Progettiamo il Futuro punta il dito contro gli alberi abbattuti alle Ex Caserme Revelli

Secondo il consigliere, l’amministrazione avrebbe avviato l’abbattimento motivandolo con ragioni di tutela della pubblica sicurezza, peraltro senza informarne i cittadini.

«Pur comprendendo l’importanza della tutela dell’incolumità pubblica, riteniamo grave che a fronte di un’operazione così significativa non sia stato presentato preventivamente, né risulti attualmente previsto,  un piano immediato di sostituzione delle alberature rimosse – così il consigliere in una nota stampa – . Il patrimonio arboreo urbano non è un elemento marginale, ma costituisce infrastruttura verde con funzione ambientale, climatica e sociale. L’eliminazione di 32 alberi senza un contestuale progetto di compensazione rischia di determinare un impoverimento duraturo dell’area. Programmazione, trasparenza e compensazione non sono opzioni politiche, ma doveri amministrativi».

Il consigliere chiede all’amministrazione guidata dal primo cittadino, Mario Conio, se è stata resa pubblica la relazione tecnica che ha motivato l’intervento, se è previsto un piano di reintegro con tempi certi e se allo stato attuale le casse dell’ente dispongono di risorse sufficienti per reintegrare il patrimonio arboreo dell’area.

 

Il progetto Piante del Ricordo

«Proponiamo inoltre – ancora Federico –  l’avvio del progetto “Piante del Ricordo”: la possibilità per cittadini e associazioni di donare alberi da piantare in aree dedicate del parco, con una piccola targhetta commemorativa. Un’iniziativa a basso costo per il Comune, ispirato da una precedente esperienza della Protezione Civile, capace di coinvolgere la comunità e trasformare una criticità in un gesto condiviso e simbolico».