“Puc fermo da 20 anni e 150 mila euro spesi in incarichi”: l’attacco della minoranza

"Urbanistica a spot, il Comune naviga a vista"

“Puc fermo da 20 anni e 150 mila euro spesi in incarichi”: l’attacco della minoranza

“Un ventennio di promesse, una pioggia di incarichi professionali e un conto che supera i 150.000 euro. Sono i numeri del PUC (Piano Urbanistico Comunale) di San Lorenzo al Mare, uno strumento fondamentale per lo sviluppo del territorio che, ad oggi, risulta ancora non adottato né approvato”. Così Paolo Lissiotto, capogruppo di “Uniti Cambiamo San Lorenzo”, il gruppo di
minoranza consiliare a San Lorenzo al Mare che, scrive in una nota, “alza il velo sulla gestione urbanistica del Comune, portando in aula una documentazione che scotta: una cronistoria di spese legata a consulenze che partono dal lontano 2003”.

I numeri dello stallo

“Dalle carte emerge un investimento pubblico costante ma infruttuoso:

Tra il 2003 e il 2013, sono stati liquidati oltre 118.000 euro per consulenze tecniche, indagini geologiche e agronomiche.

Nel solo 2020, sono stati impegnati ulteriori 34.000 euro per nuovi incarichi di redazione normativa e coordinamento.

Il totale sfiora i 153.000 euro: una cifra enorme per uno dei Comuni più piccoli d’Italia, che però continua a navigare a vista senza una programmazione organica”.

L’accusa politica: “Urbanistica a spot”

Il nodo del contendere è arrivato in consiglio Comunale durante la discussione su un progetto per la realizzazione di un villaggio turistico in una zona attualmente agricola.

“Siamo di fronte all’ennesimo intervento isolato, un’operazione a spot che non si inserisce in alcuna visione d’insieme”, dichiarano i consiglieri di minoranza. “Mentre il PUC resta chiuso in un cassetto da vent’anni, l’amministrazione procede per deroghe e varianti estemporanee. Questo metodo priva i cittadini della certezza del diritto e il territorio di una crescita armoniosa”.

La minoranza punta il dito contro la continuità amministrativa: “L’attuale Sindaco ha gestito per anni la delega all’Urbanistica. Non si può parlare di discontinuità quando chi oggi siede sulla poltrona più alta è la stessa figura che non ha saputo, o voluto, dotare il paese di una bussola urbanistica”.

Un’astensione che pesa

In segno di protesta contro questo “deserto di programmazione”, il gruppo di minoranza ha scelto la linea dell’astensione sul progetto del villaggio turistico. Una scelta tecnica e politica: “non un ‘no’ a priori agli investimenti, ma un atto di accusa verso un sistema che trasforma ogni cantiere in un’eccezione alla regola”.

“Pianificare un Comune piccolo come il nostro non è un’impresa titanica, è un dovere ordinario – conclude la nota della minoranza -. Continuare a spendere soldi pubblici per piani che non vedono mai la luce è uno schiaffo alla comunità e al buon senso amministrativo”.