Con l’ufficialità della chiusura della centrale del 118 di Bussana che, dal primo maggio, sarà accorpata a quella di Genova, interviene la CGIL Funzione Pubblica. Il sindacato punta il dito contro la decisione assunta da Regione Liguria nell’ambito della Riforma Sanitaria varata a cavallo tra il 2025 e il 2026. Nel mirino il fattore “tempo”, fondamentale nelle operazioni di emergenza-urgenza che il presidio sanremese aveva coordinato fino a oggi.
Chiusura centrale del 118, CGIL all’attacco
Ma non si tratta solo di una questione relativa alla presenza di una centrale sul territorio, riducendo quindi i tempi per il coordinamento dei soccorsi. La CGIL denuncia anche la sparizione dall’agenda della regione del piano di accorpamento graduale e l’implementazione delle ambulanze che servono l’entroterra, secondo quanto annunciato, nel 2025, dal governatore Marco Bucci e dall’assessore alla Sanità Massimo Nicolò.
«La FP CGIL denuncia con forza questa operazione: in sanità, specialmente nel soccorso, il “risparmio” si traduce drammaticamente in perdita di tempo – così il sindacato in una nota stampa -. Le patologie tempo-dipendenti (infarti, ictus, traumi gravi) non possono permettersi gli ostacoli derivanti da un accentramento burocratico. La Centrale di Bussana non è un centralino: ma una Centrale Operativa. I professionisti che vi operano conoscono ogni vicolo, ogni frazione e ogni criticità del nostro complesso entroterra; sanno coordinare e indirizzare i mezzi di soccorso nei percorsi più rapidi nella gestione degli interventi».
«Professionalità messe da parte»
«Un Servizio strategico come la Centrale del 118, non può essere trattata freddamente come un costo da tagliare, la FP CGIL Imperia ritiene ingiustificabile questa politica dei tagli che va a gravare sulla sicurezza e la salute di ogni cittadino ligure, oltretutto – ancora il sindacato – la nuova Direzione Generale di ATS Liguria così facendo mette da parte la professionalità e la competenza di professionisti sanitari che dal mese di maggio non garantiranno più il loro elevato contributo qualitativo assistenziale».
«Professionisti quindi trattati come numeri e cittadini sempre più esposti al rischio. La Direzione Generale di ATS Liguria sta calpestando anni di professionalità e dedizione. Questo personale altamente formato – concludono- , verrà ricollocato altrove, magari per “tappare i buchi” in altri reparti o servizi sempre alle prese con la costante criticità della carenza di personale».