Si è svolto oggi pomeriggio, a Palazzo Roverizio, il convegno organizzato dalla sezione imperiese di MIA Arcigay per fare il punto sulla situazione sociale, burocratica e giuridica della comunità LGBTQIA+ della Riviera dei Fiori e in Italia con particolare attenzione alle famiglie “queer”. Il tema della tavola rotonda: “In che stato in questo Stato”. Il tutto, mentre la Città dei Fiori si prepara a ospitare il Pride, la sfilata che inaugura “l’Onda” italiana, in scena sabato 11 aprile.
MIA Arcigay fa il punto con la comunità: “In che stato in questo Stato”
Hanno introdotto il convegno il presidente Pierluca Viani e l’assessore all’ambito sociale e vicesindaco di Sanremo Fulvio Fellegara. Presenti anche l’assessore alla cultura Enza Dedali e il consigliere di maggioranza Vittorio Toesca (Generazione Sanremo, anche tra i relatori). Tra i temi trattati la situazione burocratica e legislativa delle famiglie non tradizionali, l’omosessualità nella terza età, le sfide finanziarie che affrontano i membri della comunità LGBTQIA+, gli studi sull’omofobia e l’omosessualità repressa e l’educazione sessuale utilizzata come strumento per promuovere l’inclusività e i diritti civili.
«Fermi alla legge sulle unioni civili»
«E’ importante avere le istituzioni dalla nostra parte, sono contento della presenza dell’amministrazione – così il presidente Viani -. Sanremo è una città importante per la comunità, nel 1972, il 5 aprile, una serie di attivisti arrivò da tutta Europa per manifestare contro un convengo di sessuologi, sancendo la nascita del movimento italiano. Sono passati dieci anni dalla legge sulle unioni civili, e siamo ancora bloccati a quel punto».
«Il Comune di Sanremo ha preso impegni per questa tematica – ha aggiunto Fellegara -. Siamo membri della rete Ready che promuove l’inclusione sociale nell’amministrazione e siamo stati in prima linea per l’adozione dei figli di coppie omogenitoriali femminili. Quest’anno sosteniamo di più il Pride con un contributo maggiore: siamo convinti di mettercela tutta per dare più che altro culturale».
«Il Pride è sempre stato un’iniziativa seguita e sostenuta – ha affermato Dedali -. Ora sta cambiando la società: ogni tanto, però ci sono dei rigurgiti di persone che non accettano la realtà. Mi piacciono i giovani che guardano in prospettiva, questa cosa mi dà fiducia nel fatto che possiamo crescere insieme. Quello che noi possiamo fare è pensare all’inclusione e abbracciare, senza preoccupazione, chi ancora ha paura di determinati temi».
I temi e i relatori
I relatori: dottoressa Sonia Grasso (Presidente Agedo Genova): “La famiglia come spazio sicuro: il diritto di essere se stessə – Sfide e risorse nell’Italia di oggi”; Dottoressa Chiara Nardini (Presidente Edusex): “L’educazione sessuale comprensiva come strumento di inclusione per le famiglie LGBT”; Dottoressa Valeria Grani (Presidente Famiglie Arcobaleno): “Noi Famiglie Arcobaleno in Italia oggi”; Dottor Vittorio Toesca (Psicologo): “Omofobia e omosessualità repressa: quali studi?”; Dottore Mauro Carosio (Antropologo, Cattedra UNESCO Antropologia della salute UniGe): “Una gaia terza età”; Ivano Allaria (Consulente Finanziario specializzato per il mondo LGBTQIA+): “Famiglie Lgbtqia+: quale tutela in questo Stato?”.
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