I segnali di ripresa ci sono, ma non ancora sufficienti per invertire la rotta che in poco più di un anno ha portato Matteo Arnaldi dalla top 30 mondiale al n° 107 del Ranking Atp. Neppure la fortuna, che ieri lo ha portato a giocare il primo turno del Master 1000 di Montecarlo, da ripescato lucky loser, contro il qualificato Cristian Garin, è stata sufficiente: sconfitto – seppure lottando e con tanti punti girati per la sorte a favore del cileno – per 62 64.
In otto mesi due vittorie e 16 sconfitte nel circuito Atp
Tolti i turni di qualificazioni nei tornei che si sono succeduti negli ultimi otto mesi (a partire da Cincinnati) il percorso di Matteo Arnaldi nel circuito Atp è da allarme rosso: 2 vittorie (contro Sakamoto a Shangai e Kovacevic a Vienna) e qualcosa come 16 sconfitte. L’ultima appunto ieri contro Garin, che pure Matteo aveva sconfitto in Copa Davis Cup nel 2023. Perso il primo set nettamente, va detto che nel secondo Matteo aveva dato l’impressione di invertire la tendenza (come peraltro gli era successo nei due turni di qualificazione, vincendo contro Kopriva in rimonta e andando vicino al successo, sempre in rimonta contro Muller) ma il break strappato a inizio secondo set è stato subito recuperato da Garin. Sul 4-4 il match poteva svoltare ma così non è stato.
Contro Garin è stata una fiera di nastri, palle fuori di un niente, righe e colpi fortunosi dell’avversario, ma resta un nuovo ko che non fa certo morale.
Arnaldi sembra mancare di quell’esplosività, di quella reattività che ne avevano caratterizzato il gioco in questi anni. Ma è un grande lavoratore e con il tempo tornerà sicuramente al posto che merita, se il fisico lo aiuterà in questo percorso. Perché se è vero che le statistiche sono impietose è anche vero che in alcune occasioni il 25enne sanremese è stato costretto al ritiro o a giocare in precarie condizioni per il dolore alla caviglia che lo ha tormentato in questi mesi.