Il caso

Zarbano dopo la denuncia choc a Oneglio: «Giusto che resti in carica?»

"L'assessore è lì per una scelta politica del sindaco. Quindi la responsabilità è pienamente di Scajola: non può scegliere il silenzio"

Zarbano dopo la denuncia choc a Oneglio: «Giusto che resti in carica?»

Esplode, come era prevedibile, il dibattito politico dopo il caso che ha coinvolto l’assessore imperiese Gianmarco Oneglio, titolare di uno stabilimento balneare, denunciato da un’ex dipendente per minacce e percosse.

Zarbano dopo la denuncia choc a Oneglio: «Giusto che resti in carica?»

Sulla questione interviene anche il consigliere di opposizione Luciano Zarbano (Imperia senza padroni)  che, al netto della vicenda giudiziaria, solleva una questione di opportunità.

«Nessuno vuole sostituirsi alla magistratura – scrive Zarbano in una nota stampa – , il principio di presunzione di innocenza resta un punto fermo. Ma il garantismo non può diventare un alibi politico dietro cui nascondere tutto. Perché qui esiste un piano che viene prima ancora di quello giudiziario: quello della credibilità istituzionale. Le dichiarazioni rese dall’assessore alla stampa, anziché chiarire, aggravano i dubbi. Da un lato afferma di aver appreso la notizia dai giornali, dall’altro mostra di conoscere con precisione l’identità dell’autrice della denuncia, arrivando perfino a definirla “una dipendente problematica, con diversi precedenti”. Parole pesanti, che non rassicurano affatto e che fanno sorgere dubbi sui metodi di gestione della sua azienda e che potrebbero generare riflessi anche nel modo di amministrare la cosa pubblica».

«Ed è proprio questo il punto: può un assessore continuare a svolgere serenamente il proprio incarico mentre su di lui grava una vicenda di questo tipo? Può farlo senza indebolire il ruolo che rappresenta? Può farlo senza trascinare l’intera Amministrazione dentro un’ombra sempre più ingombrante? La questione è ancora più seria per una ragione molto semplice: Oneglio non è stato scelto dai cittadini. Non ha ricevuto un mandato diretto, non ha conquistato preferenze personali, non dispone di una legittimazione popolare autonoma. È un assessore nominato dal sindaco. E questo significa che la sua permanenza in Giunta non dipende da un’investitura elettorale, ma esclusivamente da una scelta politica del primo cittadino. Di conseguenza, la responsabilità del Sindaco oggi è piena e non può essere scaricata altrove. Tenere Oneglio al suo posto non sarebbe una decisione neutra. Sarebbe una scelta politica precisa. Vorrebbe dire alla città che, nonostante tutto, per questa Amministrazione nulla impone una riflessione, nulla impone un passo indietro, nulla impone un segnale di rigore istituzionale».

 

«C’è poi un aspetto che rende questa vicenda ancora più grave sul piano simbolico – aggiunge il generale dei Carabinieri -. Solo pochi giorni fa, in municipio, la Commissione Pari Opportunità del Comune di Imperia ha ospitato un incontro dedicato ai Centri Antiviolenza, richiamando i valori dell’ascolto, della tutela e della sensibilizzazione. E allora la domanda diventa inevitabile: che credibilità possono avere quei messaggi se, di fronte a una vicenda tanto delicata che chiama in causa un membro della Giunta, la reazione dell’Amministrazione è il silenzio o, peggio, la normalizzazione? Le istituzioni non si difendono aspettando che passi la tempesta. Le istituzioni si difendono assumendosi responsabilità, soprattutto quando i fatti impongono prudenza, serietà e rispetto verso la città».

«Oneglio è ancora compatibile con decoro, autorevolezza e credibilità della giunta?»

«Per questo – conclude Zarbano –  il sindaco non può più nascondersi dietro formule di rito, o peggio dietro il silenzio. Deve dire con chiarezza se ritiene ancora compatibile la permanenza di Oneglio in Giunta con il decoro, l’autorevolezza e la credibilità dell’Amministrazione Comunale. Perché qui non è in gioco soltanto il destino politico di un assessore. Qui è in gioco il messaggio che il Comune di Imperia decide di dare ai cittadini. Aspettare»

Il caso Gagliano

Non è il primo caso controverso che vede protagonista uno dei membri della squadra di governo di Imperia. Nei mesi scorsi, l’assessore Antonio Gagliano, assessore alla Polizia Locale, era stato allontanato dalla giunta (poi ripreso recentemente) per avere chiesto nella chat di maggioranza se fosse il caso di indagare nella vita proprio dello stesso Zarbano.