Il pubblico ministero Lorenzo Fornace ha chiesto, oggi, 6 anni di reclusione durante la requisitoria al processo in abbreviato contro Cezar Postu, 28 anni, di origine moldava, ma abitante a Ventimiglia, accusato di lesioni gravissime per aver picchiato, nella notte a cavallo tra il 31 dicembre 2024 e il primo gennaio 2025: Andrea Oliva, 50 anni, all’epoca titolare del “Night & Day” di Bordighera.
Tre pugni alla testa in seguito ai quali il barista finì in coma
e oggi non è più autosufficiente. Le repliche e la sentenza, però, sono slittate al prossimo 22 giugno, in quanto l’avvocato della difesa, Massimiliano Orrù, ha sollevato un “difetto di contestazione” relativo all’articolo 583 secondo comma del codice penale sulle lesioni gravissime, che al numero “uno” fa riferimento alla perdita dell’uso di organi funzionali e al “due” alla perdita di uno o più sensi.
Il problema, secondo il legale, nasce dal fatto che il consulente del pubblico ministero
nella perizia medica, ha fatto riferimento alla perdita dell’uso di organi funzionali – tipo la parola, la capacità di deambulazione – mentre la contestazione mossa all’imputato è quella relativa alla perdita dei sensi.
“A noi è stato contestato il secondo comma, numero due”, afferma Orrù. Ma non è tutto. La difesa ha pure preso di mira la “incompletezza” della perizia: “Il medico legale si limita a dire, che Oliva si trova in quelle condizioni, a seguito della colluttazione che c’è stata, senza entrare nello specifico e affrontare i temi che, a mio avviso, avrebbe dovuto. Come l’influenza dell’alcol, che Oliva ha bevuto, sul propagarsi dell’emorragia cerebrale”.
Secondo l’avvocato, infatti
“L’alcol, essendo un vasodilatatore, rende il sangue più liquido e l’emorragia molto più importante, con una risposta più lenta alla terapia da una parte e una progressione più rapida della malattia, dall’altra”.
Orrù ha quindi chiesto il riconoscimento della legittima difesa, anche in forma putativa o dell’eccesso dell’eccesso colposo di quest’ultima o, in subordine, il riconoscimento della provocazione.
GUARDA LA GALLERY (2 foto)
Screenshot
Screenshot