L’ultimo pestaggio l’ha fatta finire in ospedale con una prognosi di 15 giorni. A portarla sono stati i poliziotti del Commissariato di Ventimiglia, ai quali la donna ha raccontato un anno di inferno, una vita impossibile con il convivente che persegjuitava, minacciava e picchiava ripetutamente: “se non stai con me ti ammazzo….se mi lasci ti ammazzo e poi mi ammazzo” ha raccontato la donna nella sua denuncia, per la quale il gip su richiesta della procura e dopo le indagini degli agenti coordinati dal vice questore Paolo Arena, ha disposto il divieto di avvicinamento con il braccialetto elettronico.
Sette mesi di inferno per una donna di Ventimiglia
Agli agenti la donna ha raccontato dell’inizio della relazione, avvenuta ad aprile dello scorso anno e poco dopo della convivenza a partire dall’ottobre scorso. Una relazione burrascosa sin da subito, con il compagno spesso in stato di ubriachezza da alcol che non perdeva occasione per minacciarla gravemente di
ucciderla con un coltello se l’avesse lasciato. Fino alla serata di domenica 26 aprile, quando la Polizia di Ventimiglia, a seguito di una celere attività investigativa ha dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa disposta dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Imperia. L’individuo è indagato per i reati di atti persecutori e lesioni personali aggravate.
I fatti risalenti a due settimane fa, dopo l’ultima burrascosa lite tra i due conviventi
Tutto ha origine il 13 aprile scorso, quando una pattuglia Volante del Commissariato di P.S. di Ventimiglia interveniva per sedare una lite tra due conviventi. Ivi, ascoltando la vittima ancora scossa per l’accaduto, gli Agenti si rendevano conto che fosse stata malmenata per cui trasportata al pronto soccorso di Bordighera per le cure del caso, veniva dimessa con una prognosi di gg 14.
“Le minacce e gli insulti, a causa dell’asfissiante gelosia, nel corso dei mesi si erano fatti sempre più frequenti sconfinando in percosse, lanci di bottiglie contro – spiegano dalla questura – fino al 13 aprile appunto, quando a causa di un messaggio ricevuto su Instagram dalla donna , l’uomo, accecato dalla morbosa gelosia, la colpiva con un pugno all’occhio provocandole un vistoso ematoma. La donna era costretta a fuggire dall’abitazione contattando la Polizia di Stato”.
A seguito di questo episodioè stata urgentemente attivata la procedura del codice rosso, con vigilanza h 24 sotto casa, e presi i dovuti contatti con la Procura Imperiese. L’attività investigativa condotta dalla polizia giudiziaria del Commissariato Ventimigliese, basata sulle informazioni assunte, l’acquisizione di pregresse annotazioni per interventi presso l’abitazione e dei referti, la riconosciuta e riscontrata attendibilità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa, consentiva di raccogliere elementi di responsabilità penale in capo all’uomo.
In seguito all’informativa di reato trasmessa alla Procura di Imperia il Gip firmava la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’applicazione del braccialetto elettronico e la prescrizione di mantenersi a una distanza di almeno 500 metri e assoluto divieto di comunicazione.
La Questura: “Chiamare senza indugi il 112”
“Ancora una volta, la Polizia di Stato raccomanda di non far cadere nel silenzio situazioni di violenza domestica, pensando erroneamente che siano casi isolati, agendo tempestivamente, chiamando senza indugio il numero di emergenza 112NUE, per attivare, in piena condivisione con l’Autorità Giudiziaria, il protocollo di tutela che costituirà l’alternativa vincente. Il provvedimento eseguito costituisce misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui è ammesso mezzo di impugnazione e il destinatario del provvedimento è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva”.