Ha scosso la città di Sanremo e in particolare il mondo del calcio locale l’improvvisa scomparsa di Edoardo “Edo” Mori, 63 anni, storico dirigente soprattutto alla guida della Carlin’s Boys. Mori è mancato nelle scorso ore all’ospedale di Sanremo. Una morte improvvisa fanno sapere i famigliari nell’annunciarne la scomparsa e la data delle esequie che si terranno lunedì mattina a Sanremo.
Commerciante e dirigente sportivo, Edo Mori lascia moglie e una figlia
Edoardo Mori, o per tutti “Edo” come era conosciuto nell’ambiente del calcio e del commercio (già titolare di un Pastificio in centro a Sanremo, l’Arrigo di Corso Garibaldi) lascia nel dolore la moglie Daniela Guglielmi (che con lui condivideva la gestione dell’azienda) e la figlia Laura con Walter e gli amati nipoti Andreas e Kristal. Lascia anche un fratello, Germano.
L’ultimo saluto lunedì mattina alle 11 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli a Sanremo, a cura dell’impresa Farina.
Il messaggio degli amici della Virtus Sanremese
Cordoglio dal mondo del calcio, a cominciare dai vertici della Virtus Sanremese: “La Virtus Sanremese esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Edoardo Mori, stimato dirigente della Carlin’s Boys. In questo momento di dolore, il presidente, i dirigenti, lo staff tecnico e tutti i tesserati si stringono attorno alla famiglia Mori e alla Carlin’s Boys. Il calcio perde una figura appassionata e leale. Riposa in pace Edo” si legge sui profili social della società matuziana.
L’amico Romano Lupi: “Tanti aneddoti legati a Edo Mori”
Toccante anche il ricordo del giornalista e scrittore sanremese Romano Lupi, molto amico di Mori: “Sono parecchi gli aneddoti che mi riportano alla mente Edo Mori – scrive il collega Lupi – Al di là delle tante le partite della Juve (prevalentemente nelle Coppe europee) che lui, sampdoriano, veniva a vedere a Torino, mi vengono in mente gli episodi legati ai due anni in cui diede vita al calcio a 5 dell’Ospedaletti. Io, reduce dall’esperienza al Torrione, venni chiamato a difendere i pali di quella squadra. Il primo anno si concluse con la vittoria di una coppa che vedeva impegnate le squadre escluse dai playoff; il secondo con la vittoria del campionato al termine della doppia finale con il Bar Eden. In quella stagione (1999/2000) resta il rammarico di non aver vinto la Coppa Liguria (perdemmo 4-3 la finale con l’Arenzano). Quello che ha sempre contraddistinto Edo è stata la grande passione che, prima come arbitro e poi come allenatore-dirigente, infondeva nel calcio. Nonostante ultimamente ci vedessimo di rado, la notizia della sua morte (per me inaspettata) mi ha profondamente turbato. Ciao Edo!”.