TENNIS - atp 175 in Sardegna

A Cagliari rinasce Matteo Arnaldi. Il sanremese torna a giocare una finale dopo quasi tre anni

Domani la sfida con l'ex n° 6 del mondo Hubert Hurkacz, che ha eliminato Matteo Berrettini e oggi Burruchaga

A Cagliari rinasce Matteo Arnaldi. Il sanremese torna a giocare una finale dopo quasi tre anni

Un primo set per capirci qualcosa (6-1 per l’avversario)  e per mettere in b0lla colpi e strategia, contro un avversario contro il quale non aveva mai giocato (e che forse non aveva mai visto giocare) e gli altri due alla Matteo Arnaldi. Che alla fine vince in rimonta al terzo set contro il 21enne genovese Gianluca Cadenasso e domani pomeriggio si giocherà il titolo del prestigioso Challenger Atp 175 di Cagliari contro il polacco ex n° 6 del mondo Hubert Hurkacz. Per Matteo una finale che arriva dopo quasi tre anni dall’ultima, vinta, a inizio giugno 2023 nel Challenger di Heilbronn in Germania.

La rinascita di Matteo Arnaldi in terra sarda

Il torneo di Cagliari – come abbiamo già avuto modo di sottolineare – rappresenta una vera e propria rinascita per il 25enne campione di Sanremo, capace tre anni fa di regalare all’Italia – con Sinner, Sonego, Musetti e gli altri azzurri –  la seconda Coppa Davis della sua storia a Malaga, la prima del fantastico trittico degli ultimi tre anni

Contro Gianluca Cadenasso, sorpresa di questo torneo cagliaritano (Atp 175 di livello) tanto da meritarsi una wild card per il main draw degli Internazionali d’Italia, Arnaldi è partito malissimo, prima di prendere le misure e dominare gli altri due set, vinti 6-1 e 6-0.

“Sono quasi tre anni che non gioco una finale, anche se ho giocato tornei diversi (dai challenger, ndr), quindi è un’altra cosa, però sono contento di essere qua. Mi sto sentendo meglio giorno dopo giorno e questa era la cosa che cercavo in questo torneo. Sono molto soddisfatto di  queste partite  e di come sto   in campo, di come mi sto sentendo”.

A proposito del primo set contro Cadenasso ha detto che “lui è partito molto bene, mettendomi pressione, attaccanto. Era la quarta partita di fila e non giocavo quattro partite di fila da tanto tempo. Poi gli ho messo un po’ di pressione a inizio secondo set e sono riuscito a salire. Dopo lui si è un po’ disunito, forse era anche un po’ stanco, io invece sono salito e secondo me da lì in poi ho giocato molto bene. Lo conosco bene, però non l’avevo mai visto giocare veramente perché lo conosco da quando eravamo piccoli, giocavamo le gare a squadre insieme quando lui aveva 15-16 anni e io ne avevo 18, quindi eravamo due persone completamente diverse. Poi non l’ho mai più visto, quindi sicuramente mi ha impressionato molto all’inizio. Come ho detto, sono partito molto piano, però lui sta salendo bene, adesso mi sembra che vada verso i primi 200, sta mettendo su partite e secondo me sta giocando molto bene, ha tanto potenziale. Sicuramente sono rimasto impressionato nel primo set, poi dopo ho cercato di capire un po’ i suoi punti più deboli e cosa avrei dovuto fare per girare la partita, e l’ho fatto”.

Domani alle 15 (diretta in chiaro su Supertennis, canale 64)  sul campo principale di Cagliari la finale con il polacco Hubert Hurkacz, che nella seconda semifinale ha eliminato in rimonda l’argentino  Roman Andres Burruchaga e sta mostrando grandi colpi e una tenuta atletica già mostrata contro Matteo Berrettini superato in tre set (anche in quel caso dopo aver perso il primo) nei quarti di finale. Per Matteo punti importanti per risalire una classifica che lo vede fuori dai primi 100 giocatori del mondo dopo essere stato stabilmente tra i primi 30/50 fino a un anno fa.