Satira

Inaugurata la mostra dei “Divani Leggendari” con le copertine di Buduàr

Nel foyer del Casinò in mostra la rivista umoristica fondata e diretta dal nostro vignettista Palex, al secolo Alessandro Prevosto

Inaugurata la mostra dei “Divani Leggendari” con le copertine di Buduàr

Taglio del nastro, nel foyer del Casinò di Sanremo, per la mostra Catalogo dei divani leggendari – Le copertine di Buduàr messe a nudo, il progetto espositivo che vede in mostra le copertine dei cento numeri (più alcuni “antenati”) di Buduàr, la rivista satirica fondata e diretta anche dal nostro vignettista Palex, in arte Alessandro Prevosto.

 

Palex inaugura la mostra dei “Divani Leggendari”

Elemento distintivo, fil rouge della mostra e di tutte le copertine, è il divano, reinterpretato da decine e decine di artisti, provenienti da diversi paesi del globo. Da 14 anni – ha spiegato il disegnatore –  Buduàr racconta e fa la satira. Curiosità, nel corso della mostra Palex ha presentato un volumetto, risalente al diciannovesimo secolo, dell’Almanacco di Sanremo. Elemento che impreziosisce la sezione dedicata agli “antenati”  del giornale umoristico, perché predata di anni le prime caricature registrare in Italia. La mostra sarà visitabile sicuramente fino alla fine di maggio.

 

«Il politicamente corretto è una sciagura»

«Quando cercavamo un nome per la rivista – così Palex – Carlo Squillante, che è stato uno dei grandi illustratori italiani, ha pensato al divano di De Sade, la filosofia del boudoir, inteso proprio come postribolo. L’idea geniale è stata proprio quella di stravolgere la parola, che si pronuncia esattamente come un francese, ma si scrive diverso. Così la gente cerca “boudoir” e non ci troverà mai. Una scommessa che abbiamo iniziato quasi per gioco, che però dura da 14 anni».

 

«Un’altra idea di Carlo è stata quella di fare reinterpretare il divano da tutti gli artisti nazionali e internazionali. Ci siamo detti, un po’ di amici li abbiamo, dieci numeri li compriamo. Siamo a cento e c’è la corsa a fare la copertina, perché è uno spazio che è diventato molto molto prestigioso. Abbiamo già parecchi disegni pronti, per cui vedremo cosa accadrà dal 101 in poi. Tra i nomi illustri Natangelo. Indietro ci sono le copertine di Bruno Bozzetto, di Giuliano Rossetti e altri artisti.  Ci sono anche tanti artisti che arrivano da paesi dove uno pensa che la satira non ci sia. Ad esempio dall’Egitto: anzi, sono sorpresi che molti dei nostri giornali non abbiano la vignetta satirica. In Italia i disegnatori e gli autori satirici non hanno più spazi».

 

«Il politicamente corretto è una sciagura – spiega – . Anche Bozzetto ha detto che oggi non avrebbe potuto fare alcuni cartoni animati che ha fatto in passato. È anche vero che spesso c’è l’autocensura. Ma credo che l’origine sia da cercare nel fatto che le nuove generazioni vivono sui social e gli algoritmi, esperienza personale, censurano qualsiasi cosa. I francesi sono bravi, lo dobbiamo ammettere. Noi siamo vicini alla Francia e abbiamo visto il caso di Charlie Hebdo. I vari casi: spesso fanno delle vignette che sono anche satiricamente brutte, ma sono un pugno nello stomaco. Gli italiani non sono più abituati ad avere questa satira e veniamo da una lunga e prospera tradizione. Abbiamo avuto Il Male che ha scherzato su tutto, dal rapimento Moro ad Alfredino nel pozzo. E gli autori che hanno preso in giro il fascismo».

 

Pillole di Buduàr

Buduàr – Almanacco dell’arte leggera, fondato nel 2012 da Dino Aloi e Alessandro Prevosto, è una rivista dedicata all’umorismo grafico e letterario. La direzione è affidata ai fondatori; caporedattore è Marco De Angelis, mentre il coordinamento redazionale è curato da Laura Lapis (che ha anche curato la mostra).

La pubblicazione si distingue per il coinvolgimento di autori italiani e internazionali e per la presenza, in ogni numero, di una copertina originale affidata a un artista diverso, chiamato a reinterpretare il tema del divano, elemento identitario del progetto editoriale.

 

Nel corso degli anni, la rivista ha costruito un archivio di rilievo per qualità e varietà dei contributi, raggiungendo il traguardo dei 100 numeri pubblicati, affiancati da numeri speciali e iniziative editoriali parallele.

 

Accanto all’attività editoriale, Buduàr promuove due riconoscimenti annuali: il Premio Buduàr per il Miglior Racconto Umoristico, assegnato da oltre dieci anni in collaborazione con Racconti nella Rete, e il Premio Buduàr – Maestro dell’Umorismo, conferito a Lucca nell’ambito della manifestazione Lucca Collezionando.

 

Il premio consiste in una scultura originale in ardesia, realizzata da Laura Lapis, che riprende il simbolo del divano, elemento distintivo della rivista.Nel 2017 Buduàr è stata insignita del Premio Pino Zac quale miglior rivista umoristica online.