Pubblichiamo il toccante ricordo che il dottor Roberto Ravera, dirigente della struttura complessa di Psicologia di Asl1, da anni impegnato nel volontariato in Sierra Leone, affida ai social dopo la morte di Alvin Tucker, storico collaboratore dello psicologo in Africa.
Lo struggente incontro tra Roberto Ravera e la mamma del collaboratore morto in Sierra Leone
«Alvin – scrive lo psicologo – lavorava nel centro che il sanremese ha aperto per fornire scolarizzazione e supporto psicologico ai ragazzi della Sierra Leone. Il giovane Alvin, un figlio, è deceduto in un grave incidente stradale insieme al fratello.
Alvin era con noi da molti anni, quando era un bambino, e l’ho visto crescere anno dopo anno fino a diventare un operatore della nostra ONG. Si distingueva per la sua rara sensibilità e intelligenza. Ma soprattutto, Alvin aveva un cuore di una sensibilità speciale per tutti i bambini del nostro centro, perché sapeva curarli e educarli come se fossero i suoi figli.
Tempo fa mi aveva scritto queste parole:”Roberto, posso chiederti una cosa? Ho riflettuto su che tipo di persona sei e ti ammiro e credo in te, perché hai davvero cambiato la mia vita. Mio padre era sordo; tutto ciò che volevo era che mi vedesse avere successo nella vita. Ma non è più qui. Forse tra un anno o più finirò il mio corso universitario e voglio davvero aiutare le persone in futuro”
Essere oggi in Sierra Leone mi permette, insieme agli altri volontari, di rimanere accanto a tutti coloro che lo piangono e di partecipare alle esequie. Questa mattina ho avuto modo di conoscere la mamma di Alvin, colei che, in un solo istante, ha perso due figli.
Nonostante la sua disabilità, il non poter parlare, ci siamo guardati a lungo, facendole capire quanto Alvin fosse importante per me. Non sembrava affatto inusuale che noi due fossimo rimasti cosi a lungo in silenzio. Senza dire nulla, non ci rimaneva che lo sguardo, un silenzio in cui mi sentivo trattenuto in un limbo in cui non controllavo nulla. Questa donna proviene da una vita povera e da un mondo sociale che può essere spietato nei confronti dei disabili, al punto che i figli sono stati cresciuti con noi. Ma l’amore di una madre rimane sempre vero e profondo. Alvin costituiva il riscatto dopo una vita di sofferenze e rinunce, anche perché – ho scoperto in questi giorni -suo figlio dava una parte consistente del suo stipendio alla famiglia».