la critica di paolo carollo

Fulmine sul campanile di Molini, l’atto d’accusa di un tecnico: “Grave l’assenza di un parafulmine”

"I fulmini non sono un fenomeno da sottovalutare: anche un sistema di protezione progettato in modo non corretto può diventare esso stesso fonte di pericolo"

Fulmine sul campanile di Molini, l’atto d’accusa di un tecnico: “Grave l’assenza di un parafulmine”

A seguito del fulmine che ha gravemente danneggiato il campanile della chiesa di Corte a Molini di Triora, interviene un tecnico, Paolo Carollo  – che si qualifica come esperto in progettazione di impianti contro le scariche elettriche – che critica duramente l’assenza di un parafulmine (tecnicamente la messa a terra dell’impianto) a seguito dei lavori di ristrutturazine di circa cinque anni fa.

Paolo Carollo: “Ho scritto a sindaco e parroco: grave il mancato collegamento della croce con l’impianto a terra”

Buongiorno a tutti, 

mi è stato riferito stamani che, all’epoca della ristrutturazione, sarebbe stato sostenuto da un tecnico che il collegamento tra la croce del campanile e l’impianto di terra non fosse più necessario.
Personalmente ritengo tale affermazione tecnicamente molto grave.
Quanto accaduto mi è apparso piuttosto chiaro sin dai primi momenti, tanto da averlo scritto pubblicamente immediatamente dopo l’evento e da aver contattato direttamente via messaggio sia il Sindaco sia il Parroco.
Sin da bambino seguo e studio i fenomeni ceraunici, fenomeni che troppo spesso vengono considerati inevitabili o incontrollabili.
Oggi, tra le altre attività professionali, mi occupo anche di progettazione degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, sono perito forense e, fin dai tempi universitari, sostenitore dell’ISF – Istituto Superiore di Fulminologia, fondato dal prof. De Bernardi, i cui esperimenti furono svolti presso l’Osservatorio Astronomico di Campo dei Fiori (VA), ai tempi del carissimo prof. S. Furia.
Senza entrare nuovamente nel merito delle cause che hanno determinato l’esplosione del cemento — tema che ho già affrontato nel mio intervento pubblicato nella tarda serata di ieri — la questione principale ora è un’altra:
se il campanile fosse stato correttamente collegato a terra mediante un idoneo conduttore di discesa, si sarebbero comunque verificati danni così estesi agli impianti elettrici e agli elettrodomestici?
La mia risposta è sinceramente e tecnicamente negativa: qualora il campanile fosse stato adeguatamente connesso a terra, un danno di tale entità sarebbe stato altamente improbabile.
La ragione è relativamente semplice: Il fulmine, non trovando un percorso a bassa impedenza verso terra, ha cercato una via alternativa di scarica.
Con elevata probabilità, la corrente si è propagata dalla croce attraverso la struttura del campanile fino a raggiungere linee elettriche presenti nelle vicinanze o direttamente installati sulla struttura stessa, generando importanti sovratensioni e provocando così i danni successivamente riscontrati.
Colgo inoltre l’occasione per invitare i colleghi tecnici abiliti a tali valutazioni di a prestare particolare attenzione quando, nelle proprie relazioni, si parla di “autoprotezione dai fulmini”. Nella maggior parte dei casi tale concetto viene utilizzato impropriamente: salvo situazioni molto rare e specificamente dimostrabili, una reale “autoprotezione” non può essere considerata esistente senza adeguate verifiche tecniche.
Resto naturalmente a disposizione, anche privatamente, per eventuali chiarimenti o suggerimenti tecnici.
I fulmini non sono un fenomeno da sottovalutare: anche un sistema di protezione progettato in modo non corretto può diventare esso stesso fonte di pericolo.
Un cordiale saluto a tutti. 

La replica di un architetto spezzino

Nel dibattito aperto da Carollo interviene anche un architetto di La Spezia, Augusto Marchioni, che in parte dissente: “Non è proprio così – puntualizza l’architetto Marchioni –  La presenza o meno del parafulmine deriva da un calcolo semi-probabilistico in cui vengono inseriti i dati della fulminazione media della zona. Altezza torre. Presenza di abitato ecc. Non è scontato che serva ad ogni costo, anche perché una volta catturato va scaricato a terra con almeno 2 calate ed ottimi dispersori. Mi è capitato in un caso analogo che la folgore fosse attirata una dispersione elettrica nel motore trifase delle campane”.