Scatta la custodia cautelare

Nello smartphone un video in cui Beatrice veniva costretta a fumare e le foto del suo volto tumefatto

Secondo la Procura, questi elementi sarebbero sia prove schiaccianti dei maltrattamenti che dimostrazione della condotta educativa della coppia

Nello smartphone un video in cui Beatrice veniva costretta a fumare e le foto del suo volto tumefatto

Sono particolari che lo stesso gip di Imperia ha definito abominevoli quelli descritti   nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Manuel Iannuzzi, 42 anni e la compagna Emanuela Aiello, di Bordighera, 43 (già detenuta) per maltrattamenti aggravati che avrebbero portato alla morte della figlia di lei, Beatrice, di solo due anni, lo scorso febbraio.

 

Il video choc nello smartphone e le foto di Beatrice tumefatta

In particolare, numerosi elementi che sosterrebbero l’impianto accusatorio  sarebbero derivati dall’analisi degli smartphones dei due imputati. Emergerebbero le chat che descriverebbero la condotta abituale della coppia, che lasciava sole le bambine per stare da soli (pare per fare, oltretutto, uso di cocaina). Ci sarebbero anche le richieste di assistenza che più volte le piccole – abbandonate a loro stesse – avrebbero rivolto alla madre, respinte dalla stessa su suggerimento, evidentemente, del compagno. Ma è lo smartphone di Iannuzzi quello che conterrebbe gli elementi più inquietanti.

 

Fra le foto conservate nella galleria dell’uomo ce ne sarebbero anche alcune che ritrarrebbero il volto tumefatto della piccola Beatrice. Le ragioni che avrebbero portato Iannuzzi a scattare le foto sono al momento sconosciute. Ci sarebbe anche un video che ritrae una scena agghiacciante: la bimba sarebbe stata costretta a fumare una sigaretta. Di fronte all’insistenza, la piccola sarebbe scoppiata in lacrime. Aiello e Iannuzzi avrebbero continuato a ridere e scherzare.

 

Questi elementi, secondo la Procura, oltre a considerarsi prove schiaccianti dei maltrattamenti, dimostrerebbero la condotta educativa abituale portata avanti dalla coppia. Sono tutti indizi concordanti e gravi che hanno portato la Procura a chiedere la custodia in carcere ad indagini ancora in corso, senza attendere la consegna delle relazioni del Ris e del medico legale Francesco Ventura. I dettagli dell’ordinanza firmata dal gip emersi nella conferenza stampa di questa mattina alla presenza del procuratore Alberto Lari (nella foto in copertina) e del comandante dei Carabinieri della Provincia di Imperia Simone Martano.