Guardia di Finanza

Inchiesta Superbonus: dissequestrati denaro e cassetta di sicurezza al sindaco Giuffra

Accolta l'istanza del legale del primo cittadino Alessandro Moroni. Restano a disposizione dell'AG 18 orologi di lusso

Inchiesta  Superbonus: dissequestrati denaro e cassetta di sicurezza al sindaco Giuffra

Nell’ambito dell’inchiesta Superbonus per presunta truffa allo stato che coinvolge, tra gli altri, il sindaco di Riva Ligure, Giorgio Giuffra, accolta l’istanza presentata dal suo avvocato, Alessandro Moroni per dissequestrare parte dei beni acquisiti dalle Fiamme Gialle. Si tratta di una cassetta di sicurezza del primo cittadino e 16.500 euro in contanti.

Inchiesta Superbonus: Giuffra torna in possesso della cassetta di sicurezza e di 16.500 euro

Lo conferma direttamente il difensore del sindaco, contattato da Primalariviera. Il denaro, trovato dalla Guardia di Finanza nell’abitazione di Giuffra e una cassetta di sicurezza che conservava in banca tornano nelle sue disponibilità. Restano tuttavia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria i 18 orologi di lusso, parte della collezione raccolta dal primo cittadino, che le Fiamme Gialle avevano posto sotto sequestro.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Matteo Gobbi, conta altri quattro indagati: il fratello del primo cittadino, Massimo Giuffra, già al vertice della Confcommercio di Taggia, l’imprenditore taggese Giuseppe Ghu, 54 anni, titolare della Casa Olearia Taggiasca e molto legato ai fratelli Giuffra, anche in ambito calcistico, nella sua veste di presidente dello Sporting Taggia Sanremo; l’immobiliarista Daniele Lanza, 56 anni, un tempo coinvolto nella macelleria di famiglia ad Arma di Taggia, anche lui storico dirigente del Taggia Calcio e  l’ex vicesindaco socialista di Sanremo, poi passato a Forza Italia Carlo Conti, già alla guida di numerose partecipate tra cui la Porto di Imperia.  Sono accusati di avere “gonfiato” le fatture del Superbonus 110% per il recupero delle facciate in 19 condomini tra Riva Ligure, Taggia e comprensorio. Nel mirino della Guardia di Finanza una fitta rete di aziende che, a vario titolo, fanno capo ai cinque indagati.

Sono difesi dagli avvocati Alessandro Moroni (Giorgio Giuffra), Maria Josè Sciortino (Carlo Conti) e dal sindaco di Sanremo Alessandro Mager (Ghu, Lanza e Massimo Giuffra).