Una delle prime deliberazioni della giunta formata dalla neo sindaca di Bordighera Marzia Baldassarre ha un risvolto tragico. Il comune della Città delle Palme parteciperà al processo per la morte di Beatrice, due anni, come parte civile.
Comune di Bordighera parte civile nel processo per la morte di Beatrice
La decisione – come si legge nella delibera – arriva una seguito al forte clamore mediatico generato dal drammatico caso di cronaca nera. Più volte i cittadini hanno puntato il dito contro i Servizi Sociali dell’Ente, accusandoli di non avere intercettato il profondo disagio in cui viveva la famiglia della bimba. Per tale ragione il comune ha scelto di nominare un difensore e partecipare come parte offesa al dibattimento, anche per tutelare l’onorabilità dell’ente. Così facendo, potrà partecipare alle varie fasi dell’inchiesta, depositare memorie e seguire da vicino tutto il procedimento.
Per la morte di Bea sono indagati, per maltrattamenti aggravati, la mamma della bimba, Emanuela Aiello (in custodia al carcere Lorusso di Torino), 43 anni e il suo compagno Emanuel Iannuzzi, 42 (detenuto nel carcere di Ivrea). Lui – assistito dagli avvocati Cristian Urbini e Maria Gioffrè – aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere all’interogatorio di garanzia. Lei, invece, si era difesa, respingendo le accuse formulate dalla Procura di Imperia. È difesa da Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta.
L’inchiesta, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, coordinati dalla PM Veronica Meglio ha ricostruito quello che parrebbe essere un quadro di abituali sevizie inflitte alla bambina. Una serie di maltrattamenti – il Gip Massimiliano Botti ha detto abominevoli – che avrebbero infine cagionato il decesso della piccola, nella notte tra l’8 e il 9 febbraio scorsi.