Omicidio di Ceriana

Il racconto di Becken Olivieri al Gip: il raptus, il tentativo di rianimare Mary e il crollo

Oggi l'interrogatorio di garanzia dell'uomo che ha confessato ai Carabinieri l'omicidio della compagna, insegnante statunitense

Il racconto di Becken Olivieri al Gip: il raptus, il tentativo di rianimare Mary e il crollo

Sconvolto e ancora piuttosto confuso, Becken Olivieri, 51 anni di Ceriana, ha risposto alle domande del Gip di Imperia Anna Bonsignorio e del PM Francesco Monaco. L’uomo è accusato dell’omicidio volontario della compagna Mary Hopkins, insegnante statunitense, di 54 anni, consumato nell’abitazione della donna nel borgo della Valle Armea.

Il racconto di Becken Olivieri al Gip

L’interrogatorio di garanzia condotto nel reparto di diagnosi e cura psichiatrica  dell’ospedale di Imperia, dove l’uomo è attualmente ricoverato in profondo stato di choc e dove al momento resterà.  Il passaggio è stato  determinante, tuttavia, per approfondire alcuni dei punti oscuri della vicenda, esplosa quando lo stesso Becken, sabato, si è spontaneamente consegnato alla  caserma dei Carabinieri di Villa Giulia, a Sanremo, confessando di avere assassinato la compagna.

 

«Becken è stato in grado di collocare nel tempo il fatto di cronaca: l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 22:30 e le 23:00 di venerdì 26 giugno – raccontano i difensori Marco NotoAmbra Marchese -. È ancora molto provato e confuso, pertanto ci sono ancora dei dettagli da chiarire. Tra cui l’esatto movente. Per quanto ha raccontato, l’episodio è stato un’esplosione, un raptus, scatenato da un litigio che tuttavia non è stato in grado di chiarire ulteriormente».

L’omicidio consumato nella camera da letto della donna, al termine di una serata in cui probabilmente i due avevano anche assunto bevande alcoliche. Olivieri avrebbe raccontato di essersi auto inflitto delle ferite alle braccia, dopo avere commesso il fatto, di essere svenuto e di avere tentato anche di rianimare Mary Hopkins, persino cona respirazione. Preso coscienza di quanto accaduto, avrebbe atteso il primo autobus verso Sanremo, vi sarebbe montato sopra e si sarebbe recato, nella giornata di sabato 27 giugno, a consegnarsi ai militari. Pare, per quanto emerge dal frammentario racconto dell’uomo, che l’assassinio sia stato condotto con uno strangolamento deliberato, piuttosto che con un soffocamento con un cuscino, come era emerso nei primi momenti.

 

Domani l’autopsia di Mary Hopkins

Domani, intanto, fissata a Sanremo l’autopsia di Mary. I legali di Olivieri hanno annunciato che nomineranno un loro consulente. In viaggio verso l’Italia il cognato dell’insegnante statunitense. La donna trascorreva la maggior parte del tempo negli Stati Uniti e si recava a Ceriana per determinati periodi. Aveva acquistato una casa vicino a quella dei genitori di Becken. L’uomo conduceva regolarmente piccole manutenzioni nella casa della donna (e in altre campagne del circondario). Con il tempo, tra i due, sarebbe anche maturata una relazione.

 

Foto di Roberto Ruscello