L'autopsia sul corpo della piccola

«Beatrice si sarebbe salvata se qualcuno avesse chiamato i soccorsi»

La bimba morta probabilmente a causa di un'emorragia cerebrale. Aveva una condizione generata dalla probabile malnutrizione

«Beatrice si sarebbe salvata se qualcuno avesse chiamato i soccorsi»

La piccola Beatrice, due anni, si sarebbe potuta salvare se solo qualcuno avesse allertato i soccorsi.

 

Beatrice di sarebbe potuta salvare. Il quadro che traspare dall’autopsia

È quanto emerge dall’autopsia eseguita sul corpicino della bimba, trovata morta nella casa di Bordighera in cui viveva con la mamma e le sue sorelle lo scorso 9 febbraio. Emergono alcuni dettagli dell’esame autoptico, che sarà depositato nei prossimi giorni in procura, eseguito al medico Francesco Ventura, alla presenza dei legali di parte. La piccola sarebbe morta per un’emorragia celebrale in seguito a un trauma inflitto con un oggetto ignoto. La ferita non avrebbe avuto esiti fatali se qualcuno avesse allertato i soccorsi. Quello riscontrato dal medico è l’unico trauma celebrale sul corpicino di Bea. Che presentava però altri due versamenti interni. Uno alla parete dell’intestino e uno ai reni. Non sarebbero stati immediatamente letali, ma avrebbero potuto diventarlo se non opportunamente trattati nel tempo.

 

Beatrice presenterebbe inoltre una condizione estremamente rara in Europa: la steatosi epatica. Si tratta di una grave forma di malnutrizione che compromette il fegato, causata da una dieta povera di vitamine o comunque non sufficiente. È determinante, per l’attribuzione delle responsabilità sulla morte della piccola, determinare a quando risale l’insorgere della steatosi. Sarà la consegna definitiva della relazione del dottor Ventura, verosimilmente, a chiarire il punto.

 

Al momento, per la morte della piccola, sono indagati Emanuela Aiello, 43 anni, mamma di Beatrice ed Emanuel Iannuzzi, 42, il compagno con cui la donna intratteneva una relazione dal novembre del 2025. Sono entrambi accusati di maltrattamenti aggravati per avere commesso il fatto contro un minore e per averne cagionato la morte. Aiello è difesa dagli avvocati Bruno Di Giovanni e Lara Corbetta, mentre Iannuzzi dai legali Cristian Urbini e Maria Gioffrè. Attualmente, il 42enne è detenuto nel carcere di Pavia, mentre la compagna di trova a Torino.