Il favoreggiamento alla prostituzione attuata mediante la creazione, verso corrispettivo, di annunci tramite un servizio di “multiposting” che permetteva la pubblicazione dello stesso annuncio su numerosi siti web e social network
Maxi operazione della Guardia di Finanza di Imperia , scoperta evasione da 4,6 milioni di euro
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Imperia hanno concluso una complessa operazione di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria in materia di favoreggiamento della prostituzione attuata mediante la creazione, verso corrispettivo, di annunci tramite un servizio di “multiposting” che permetteva la pubblicazione dello stesso annuncio su numerosi siti web e social network che rendevano più allettante e proficua l’attività di meretricio di escort residenti su tutto il territorio nazionale. Tale business era promosso attraverso una specifica pagina digitale dalla quale si rilevavano le informazioni necessarie per la stipula dei contratti afferenti a detti annunci e i connessi pagamenti che variavano dai 20 agli 800 euro in base al tempo di permanenza degli annunci nella rete e al materiale digitale caricato (fotografie e video). I profitti illeciti venivano accreditati su carte prepagate e trasferiti, successivamente, in attività economiche di diritto estero così da agevolare il mancato adempimento degli obblighi tributari nel territorio dello Stato.
L’operazione, avviata d’iniziativa e convenzionalmente denominata “Cerebros”, è stata sviluppata mediante la valorizzazione delle sospette anomalie finanziarie, connotate da significativi indicatori di rischio economico finanziario, collegate a diverse persone. I finanzieri della Compagnia di Sanremo, in sostanza, hanno appurato come i proventi generati dal sodalizio criminale grazie alla commissione del reato di favoreggiamento alla prostituzione, erano convogliati su diverse carte prepagate, intestate ad altrettante persone fisiche, poi, sistematicamente trasferiti su due conti correnti aziendali di una società di diritto spagnolo con sede a Las Palmas de Gran Canaria
Delineato il contesto criminale, la Procura della Repubblica di Imperia disponeva la perquisizione locale e personale degli intestatari delle carte prepagate maggiormente movimentate, da cui scaturiva il sequestro probatorio di numerosi dispositivi informatici. Le successive attività di analisi dei dati informatici raccolti consentivano di acquisire elementi di prova in ordine ai reati di cui agli artt. 3, comma 8, Legge n. 75/1958 (favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione), 493- ter (indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti) e 648-ter1. c.p. (autoriciclaggio) ascrivibili a cinque persone in concorso tra di loro, fatta salva la presunzione di innocenza, già rinviate a giudizio. Dal complesso delle attività investigative esperite, ivi compreso il ricorso agli istituti afferenti alla cooperazione internazionale di polizia, è stata individuata una significativa e continuativa presenza economica nel territorio dello Stato della società di diritto spagnolo, costruita in modo tale da non far risultare ivi una sua consistenza fisica.
Esercitando i poteri di polizia economico-finanziaria attribuiti al Corpo, è stata così avviata una verifica fiscale nei confronti dell’identificata stabile organizzazione con l’attribuzione di una partita I.V.A. e del codice ATECO riconducibile all’attività di “Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari” al cui esito sono stati constatati elementi positivi di reddito non dichiarati per oltre 4,6 milioni di euro con una base imponibile sottratta a imposizione ai fini I.Re.S. e I.R.A.P. di circa 4 milioni di euro. La sinergia posta in essere con l’Ufficio controlli della D.P. di Imperia dell’Agenzia delle entrate ha già consentito di emettere un avviso di accertamento e al contribuente di presentare istanza di adesione. L’odierna operazione pone in risalto la trasversalità nelle attività info investigative e di controllo economicofinanziario della Guardia di finanza volte a prevenire, ricercare e contrastare ogni fenomenologia illecita di natura economico-finanziaria, anche quella perpetrata da operatori che utilizzano i nuovi modelli di business propri dell’economia digitale che prescindono, totalmente o parzialmente, dalla “presenza fisica”, a salvaguardia del “sistema Paese” e della collettività.