Nell’estate 2026 le scelte in gelateria continuano a muoversi tra la solidità dei grandi classici e la curiosità per ricette più originali: dal Franui, particolarmente apprezzato dai giovani, agli abbinamenti con ingredienti stagionali e del territorio. È il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte da Confartigianato tra alcune gelaterie liguri, in un comparto che presenta una vocazione artigiana superiore alla media nazionale. Lo comunica l’associazione di categoria con una nota stampa.
Gelato: i liguri hanno speso 46 milioni di euro nel 2024
Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere-InfoCamere e Agenzia delle Entrate, nel primo trimestre del 2026 sono 390 i laboratori di gelateria registrati in Liguria. La componente artigiana raggiunge il 71,2%, 5,6 punti sopra la media italiana del 65,6%. A livello nazionale sono 9.345 i laboratori, dei quali 6.126 artigiani.
Alla consistenza dell’offerta si accompagna il valore dei consumi. Nel 2024, ultimi dati disponibili, la spesa delle famiglie liguri per gelati ha raggiunto i 46 milioni di euro, all’interno di un mercato nazionale da un miliardo e 776 milioni. Il dato riguarda il gelato nel suo complesso, ma restituisce la rilevanza economica di un prodotto ormai stabilmente inserito nelle abitudini di consumo e nell’offerta turistica.
Aumenti fino al 43% per le materie prime
La stagione estiva riporta in primo piano anche il tema dei costi. Rispetto alla media del 2021, a giugno 2026 i prezzi al consumo risultano cresciuti del 43% per le uova, del 32% per la frutta, del 31% per lo zucchero, del 25% per il latte e del 22% per cacao e cioccolato. Dati che fotografano il contesto inflazionistico nel quale operano i laboratori. Alle materie prime si aggiungono i costi energetici: con l’aumento delle temperature crescono anche i consumi necessari per produrre e conservare correttamente il gelato.
«’Artigianale’ non può essere una semplice formula commerciale– spiega Pino Pace, presidente di Confartigianato Liguria –, ma deve corrispondere al lavoro e alla responsabilità di un’impresa riconosciuta. La nuova disciplina e il marchio ‘Artigiani in Liguria’ rafforzano la trasparenza per i consumatori e la corretta valorizzazione delle imprese. A questa tutela dobbiamo affiancare formazione, innovazione e ricambio generazionale, per consentire al comparto di continuare a produrre qualità e valore per il territorio».