il caso

Il consigliere Bertolucci di nuovo nel mirino di Ventimiglia Progressista

"La pagina online del Comune sulla raccolta differenziata pubblica ancora i dati del 2018, 2019 e 2020 ed è indicata come aggiornata nel maggio 2022"

Il consigliere Bertolucci di nuovo nel mirino di Ventimiglia Progressista
Ventimiglia Progressista, gruppo di opposizione all’amministrazione Di Muro, mette di nuovo nel mirino il consigliere comunale della Lega Simone Bertolucci, già attaccato per l’intervento in consiglio comunale a difesa del servizio di igiene urbana di Ventimiglia.

“Il portale dedicato alla raccolta differenziata fermo al 2022”

“In questi giorni, il consigliere Bertolucci ci ha spiegato che il problema di Ventimiglia sporca oltre ogni decenza sono i tempi tecnici e la complessità del contratto d’appalto  – scrive Ventimiglia Progressista – Poi è bastato aprire il portale istituzionale del Comune di Ventimiglia dedicato alla Trasparenza nella gestione dei rifiuti.  La pagina sulla raccolta differenziata pubblica ancora i dati del 2018, 2019 e 2020 ed è indicata come aggiornata nel maggio 2022. In alcune sezioni compare ancora il precedente gestore Docks Lanterna e informazioni non aggiornate.
Qui, consigliere, il contratto d’appalto non c’entra.
Qui non c’entra il quinto d’obbligo.
Qui non c’entrano le trattative con l’appaltatore.
Qui non c’entrano i dodici mesi.
Qui dipende esclusivamente dall’Amministrazione.
Aggiornare il portale istituzionale è ordinaria amministrazione: è il minimo che un Ente deve garantire ai cittadini in termini di trasparenza, informazione e correttezza amministrativa.
Un secondo dato rende ancora meno convincente la pantomima del consigliere Bertolucci. Le determine adottate nell’ambito dello stesso appalto dai Comuni di Ospedaletti e Vallecrosia hanno dimostrato che il contratto consentiva già la rimodulazione dei servizi attraverso gli strumenti previsti dal Capitolato speciale d’appalto. Dunque, gli strumenti giuridici per intervenire esistevano e sono stati concretamente utilizzati.
Da una parte scopriamo che il contratto era meno rigido di quanto ci è stato raccontato. Dall’altra troviamo un portale istituzionale fermo al 2022, che dipende esclusivamente dall’organizzazione comunale.
Alla fine, dunque, il contratto spiega sempre meno. L’Amministrazione, invece, spiega sempre di più.