Cultura

“Incontri a Imperia”, banchina Aicardi gremita per l’atteso appuntamento con Paolo Mieli

Intervistato dalla giornalista Lucia Scajola, ideatrice della rassegna, Mieli ha toccato vari argomenti sia sulla politica interna che quella estera rispondendo anche alle domande del pubblico

“Incontri a Imperia”, banchina Aicardi gremita per l’atteso appuntamento con Paolo Mieli

A Imperia per la quarta volta, il noto giornalista e saggista Paolo Mieli, intervistato dalla giornalista Lucia Scajola, ha azzardato una serie di previsioni sulla politica nazionale e internazionale, concedendosi anche alle numerose domande di un pubblico attento e interessato.

“Incontri a Imperia”, banchina Aicardi gremita per l’atteso appuntamento con Paolo Mieli

“Le mie previsioni, alla luce di una conoscenza storica abbastanza adeguata, sono ottimistiche.” ha esordito lo scrittore, “Per quanto riguarda la politica interna, ottimistiche dipende per chi, a seconda da chi uno tifa; per quanto riguarda la politica internazionale, penso che l’anno che ci aspetta è un anno con delle novità positive. La pace è una lenta costruzione, un percorso che si compie per mesi se non per anni e noi ci stiamo incamminando su quel percorso”.

Ha parlato di tutto Mieli: a iniziare dalle elezioni che potrebbero svolgersi tra aprile e maggio, a meno che ci sia “una sorpresona di carattere internazionale allora si potrebbe arrivare al termine della legislatura.” ma che “sono elezioni che non si sa se è meglio vincere o perdere: nel senso che uno può perderle e poi, come accadde nel 2006 che Berlusconi perse ma poi il centro sinistra fece un tale caos che nel 2008 si tornò al voto. La situazione va molto al di là delle apparenze”.

Mieli si è soffermato sul fenomeno Vannacci che “verrà tenuto fuori dal centro destra e avrà delle percentuali fino al giorno prima delle elezioni altissime, poi si vedrà che saranno percentuali molto più contenute” mentre la sinistra “ritroverà compattezza” e il centro destra “sarà il centro destra che avete conosciuto dal 1994.”; ha parlato dell’affluenza che è destinata a crescere, perché: “nei momenti in cui il confronto è diretto e molto vivace cresce, nei momenti in cui hai l’impressione che qualsiasi voto darai poi faranno quello che gli pare allora l’affluenza decresce. Facendo delle previsioni basate sullo scontro tra Schlein e Meloni, direi che sarà un’affluenza alta”.

Intervistato invece sul nome del prossimo presidente della Repubblica, lo scrittore ha chiosato prima su una terza candidatura di Mattarella e poi ha ipotizzato che potrebbe essere donna: “Secondo me ci sono due donne che sono papabili: una è Rosy Bindi, l’altra penso che sia Marta Cartabia, perché è stata un ottimo Ministro della giustizia con Draghi, ha delle origini cattolico-moderate, viene dalla Corte Costituzionale ed è una persona di garanzia. Non vedo invece né un candidato di sinistra sinistra né un candidato di destra”.

Infine, per quanto riguarda la politica statunitense, Mieli vede una possibile vittoria dei moderati a meno che gli errori degli antitrumpiani, impegnati a candidare personaggi estremi, non siano troppo gravi. Grande l’apprezzamento del pubblico che si è informato sul sacrificio di Cuba “strangolata” sulla scacchiera internazionale dagli USA impegnati sul fronte iraniano e sulla questione di Taiwan.

Intervista a Paolo Mieli