Il testo intende offrire al clero e ai fedeli una guida chiara e organica circa la natura, il significato e la corretta celebrazione delle esequie cristiane, richiamando la dottrina della Chiesa e fornendo indicazioni operative e normative per la vita pastorale delle nostre comunità
Il nuovo Vademecum sui funerali firmato dal Vescovo Suetta
È disponibile online e per la consultazione il nuovo documento diocesano dal titolo «Le Esequie Ecclesiastiche. Vademecum giuridico – pastorale e disposizioni», firmato dal Vescovo S.E. Mons. Antonio Suetta in data 15 agosto 2026, Solennità dell’Assunzione della B.V. Maria.
Il testo intende offrire al clero e ai fedeli una guida chiara e organica circa la natura, il significato e la corretta celebrazione delle esequie cristiane, richiamando la dottrina della Chiesa e fornendo indicazioni operative e normative per la vita pastorale delle nostre comunità.
Il senso delle Esequie Cristiane
Il Vademecum si apre con un forte richiamo al valore soprannaturale delle esequie. Il funerale cristiano non è un mero atto sociale, una commemorazione emotiva o una celebrazione del ricordo, bensì una preghiera d’intercessione della Chiesa per il defunto e un conforto di speranza per i vivi.
I tre fini fondamentali delle esequie ecclesiastiche (cfr. can. 1176 CIC) sono:
La preghiera di suffragio per l’anima del defunto;
L’onore reso al corpo, destinato alla risurrezione della carne;
La consolazione della speranza cristiana per i familiari e la comunità.
I punti principali del documento
Chiarezza sulle offerte e rapporto con le imprese funebri: Il testo chiarisce che le imprese funebri non sono titolate a richiedere somme o fissare tariffe per i servizi liturgici a nome della Chiesa. L’offerta in occasione delle esequie è un libero atto di generosità del fedele e va consegnata direttamente al parroco. Si invita inoltre ad avvisare tempestivamente il sacerdote nei momenti di malattia (per i Sacramenti degli Infermi) e al verificarsi del decesso.
Custodia del senso sacro e sobrietà nel rito: Il testo mette in guardia contro il rischio della mondanizzazione del trapasso e dell’appiattimento secolare. Si invita a favorire il raccoglimento, evitando addobbi impropri, musiche o elementi estranei alla liturgia.
Ricordi ed elogi funebri: Vengono riaffermate le norme liturgiche circa gli interventi di commiato: non sono ammessi elogi funebri o testimonianze spontanee durante la Messa, né dall’ambone. Eventuali brevi parole di ricordo di fede devono essere preventivamente concordate ed eseguite a fine celebrazione o in cimitero.
Diritto ed eventuale diniego delle esequie: Il documento affronta i casi previsti dal Diritto Canonico (can. 1184) in cui non è possibile concedere le esequie ecclesiastiche (apostati, eretici, scismatici, chi ha scelto la cremazione per motivi contrari alla fede, o manifesti peccatori per i quali il rito creerebbe pubblico scandalo senza segni di pentimento). Si ribadisce in particolare l’inconciliabilità tra la fede cattolica e l’adesione alla Massoneria, per la quale le esequie e la benedizione della salma risultano impossibili. Tale scelta esprime la necessaria coerenza tra l’appartenenza ecclesiale e la verità della liturgia celebrata.
Cremazione e sepoltura: Viene riaffermata la preferenza della Chiesa per la pia consuetudine della sepoltura dei corpi. La cremazione è consentita purché non scelta in opposizione alla dottrina cristiana; la dispersione delle ceneri o la loro trasformazione in oggetti commemorativi rimane tuttavia severamente proibita.