il dramma di venerdì sera

Morto per salvare i due figli a San Lorenzo al Mare. Lunedì il funerale del designer Paolo Allasia

L'annuncio dei genitori, dei figli testimoni della tragedia e della compagna Elisa . Stasera alle 21 la recita del rosario

Morto per salvare i due figli a San Lorenzo al Mare. Lunedì il funerale del designer Paolo Allasia
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Verrà celebrato lunedì 24 agosto, alle 16, nella parrocchia di San Giovanni Battista a Diano d’Alba,  il  funerale di Paolo Allasia, il designer piemontese di 48 anni morto venerdì sera, annegato o colto da un malore improvviso dopo essersi lanciato in acqua con un sup per raggiungere dei ragazzi in difficoltà fra le onde di San Lorenzo al Mare.

I due figli tra i giovani per i quali Paolo Allasia si era gettato in mare

Tra i quei ragazzi in difficoltà nel mare mosso di San Lorenzo probabilmente c’erano i due figli Edoardo e Riccardo, che – dop aver assistito a quella tragedia, al disperato tentativo di rianimare il loro papà, ora ne piangono la perdita con i nonni Silvana e Stefano (genitori di Paolo Allasia) e la loro mamma Valentina.

Paolo Allasia – cresciuto a Diano D’Alba –  lascia nel dolore anche la compagna Elisa, il fratello Roberto con Elena e Simone.

Questa sera alla 21 nella stessa parrocchia verrà recitato il rosario.

Chi era Paolo Allasia, “designer del mare” di fama internazionale

Cresciuto a Diano d’Alba, dopo il liceo scientifico Cocito, Allasia si era formato in Transportation Design allo IED di Torino. Il passaggio decisivo – sottolinea il torinese Alessio Vigliotti –  era stato quindi nella nautica, con circa un decennio di esperienza nella progettazione per Azimut Yachts.
Non era semplicemente un disegnatore di belle barche: il suo lavoro si collocava nel punto d’incontro tra stile, modellazione, progettazione e sviluppo industriale, in uno dei settori nei quali il Piemonte possiede competenze conosciute nel mondo. Il suo profilo professionale lo descriveva infatti come designer specializzato nel nautical e industrial design.
Successivamente era entrato nel gruppo di soci di Exe Design, studio torinese nato nel 2003 e specializzato in automotive, nautica e industrial design, dove ricopriva il ruolo di Chief Yacht Designer.
È interessante osservare anche chi compone quel gruppo: professionisti provenienti da realtà come IDEA Institute e Bertone, oltre all’esperienza di Allasia in Azimut. È un piccolo spaccato di quella Torino del design che raramente finisce sulle prime pagine ma continua a esportare competenze. Lo studio lavora o ha lavorato su progetti collegati a nomi come Azimut, AB Yachts, CNH Industrial, Lavazza, Pininfarina, Laika e Bertone.
Ed è proprio guardando ai lavori recenti di Exe Design che si comprende meglio il mondo professionale di Allasia: AB Yachts 110S, Exeption 65, NeXe Sport 48, sviluppo esterno di Azimut Seadeck 6 e Azimut 82F, oltre a progetti industriali e di mobilità. Sul proprio profilo Allasia aveva condiviso con orgoglio anche il riconoscimento ottenuto dal Seadeck 6, premiato per l’innovazione legata a materiali riciclati, leggerezza e propulsione ibrida. Ancora pochi mesi fa seguiva e condivideva progetti e novità del settore nautico internazionale. Era quindi un professionista pienamente dentro quella filiera contemporanea nella quale Torino continua a mettere insieme cultura automobilistica, modellazione, ingegneria e design applicandole a settori completamente diversi.
Paolo Allasia rappresentava la parte del Piemonte dei professionisti altamente specializzati che partono da un territorio come le Langhe, si formano a Torino e lavorano su prodotti destinati al mercato internazionale. Non soltanto automotive, dunque, ma yacht, industrial design, mobilità, modellazione digitale e innovazione. Un ecosistema di competenze che costituisce una parte importante della nuova identità economica torinese e piemontese.
Allasia, nonostante una carriera proiettata verso questo mondo, aveva mantenuto il proprio legame con l’Albese, dove viveva con la compagna Elisa e i due figli.
A 48 anni rimangono inevitabilmente anche tutti i progetti che avrebbe ancora potuto disegnare. Paolo Allasia apparteneva a quella generazione di piemontesi che non aveva bisogno di lasciare il proprio territorio per essere internazionale: portava il Piemonte nel mondo attraverso il proprio lavoro. Ed è forse questo, insieme al ricordo dell’uomo da parte di chi lo conosceva, il modo più giusto per raccontarlo oggi.