Il progetto

Bordighera scommette sull’agricoltura con “Bordighera ricoltiva”

Tra gli obiettivi c'è anche quello di costruire una filiera locale riconoscibile attraverso il marchio “Coltivato a Bordighera”, collegando produttori, Mercato coperto, fioristi, ristoranti, alberghi, negozi, eventi e strutture turistiche.

Bordighera scommette sull’agricoltura con “Bordighera ricoltiva”

Bordighera torna a scommettere sulla propria agricoltura. E lo fa con il progetto “Bordighera Ricoltiva”: iniziativa dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marzia Baldassarre, pensata per recuperare i terreni agricoli abbandonati o sottoutilizzati, sostenere la floricoltura e creare nuove opportunità soprattutto per i giovani.

Il progetto è stato al centro di un incontro nella sala giunta di Palazzo Garnier, dove il sindaco Baldassarre ha incontrato Diego Maccario, professore dell’Istituto agrario e responsabile del progetto, e l’ex presidente del Rotary Club Sanremo Sergio Viglietti. All’incontro erano presenti anche il vicesindaco Giuseppe Trucchi e l’assessore Massimiliano Bassi.

«L’idea nasce dalla collaborazione tra il Comune di Bordighera, il progetto “Ricoltiviamo” e i Rotary Club della provincia di Imperia – spiega il primo cittadino -. L’obiettivo è trasformare il recupero dei terreni in una vera politica di sviluppo economico, ambientale e sociale, partendo dalla consapevolezza che agricoltura e floricoltura rappresentano una parte importante della storia, dell’identità e del paesaggio della città».

Il progetto parte da una criticità: una parte consistente dei terreni agricoli risulta oggi incolta, abbandonata o sottoutilizzata, mentre le aziende ancora attive devono fare i conti con aumento dei costi, frammentazione fondiaria, difficoltà burocratiche e mancanza di ricambio generazionale. «Con “Bordighera Ricoltiva” si vuole provare a trasformare queste difficoltà in un’opportunità, costruendo un sistema capace di collegare recupero del territorio, agricoltura e floricoltura, formazione, occupazione giovanile, innovazione, commercio, turismo e valorizzazione del paesaggio», dichiara il vicesindaco Trucchi.

«Uno dei primi passaggi previsti – aggiunge l’assessore Bassi – Sarà la mappatura dei terreni agricoli inutilizzati o sottoutilizzati presenti sul territorio comunale. La ricognizione dovrà distinguere i terreni comunali, quelli appartenenti ad altri enti pubblici e le proprietà private disponibili ad aderire volontariamente, individuando anche le aree immediatamente utilizzabili e quelle che necessitano di interventi di bonifica, manutenzione o ripristino».

Secondo step: la nascita della “Banca della Terra di Bordighera”: uno strumento pensato per mettere in contatto i proprietari dei terreni con giovani, imprese e altri soggetti interessati a recuperarli. «L’adesione dei proprietari privati sarà volontaria e potranno essere facilitate formule come affitto, comodato, concessione temporanea o accordi di collaborazione. L’iniziativa non prevede nuovo consumo di suolo, ma punta al contrario a riportare alla coltivazione aree agricole già esistenti», sottolinea Baldassarre.

Un ruolo centrale sarà affidato alla collaborazione con “Ricoltiviamo”, iniziativa promossa dai Rotary Club Sanremo Hanbury, Sanremo e Imperia con il coinvolgimento del Distretto Rotary 2032. Il progetto mette a disposizione un gruppo multidisciplinare composto da agronomi, floricoltori, produttori, ibridatori, vivaisti, tecnici, ricercatori, esperti della distribuzione, marketing e flower design.

Il Comune, dal canto suo, dovrebbe occuparsi della mappatura dei terreni, della costituzione della Banca della Terra, dell’incontro tra proprietari e nuovi utilizzatori, dell’accompagnamento amministrativo e della ricerca di bandi e finanziamenti. È inoltre prevista la possibilità di collegare le nuove produzioni al Mercato coperto e alle attività economiche della città.

Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani e alla formazione. Il progetto ha lo scopo di far conoscere il settore agricolo e floricolo anche nelle sue nuove professionalità: dal floricoltore al vivaista, dall’agronomo al tecnico di produzione, dall’esperto di irrigazione e risparmio energetico al responsabile commerciale, fino agli specialisti di marketing, logistica e flower design. Sono previsti possibili coinvolgimenti di scuole, istituti professionali, ITS, università e centri di formazione, con esperienze pratiche, visite aziendali, tirocini e workshop.

E’ inoltre previsto un vero e proprio percorso di accompagnamento alla nascita delle nuove imprese, dalla verifica delle competenze all’analisi del terreno, dalla scelta delle coltivazioni allo studio del mercato, fino alla ricerca di finanziamenti e ai primi anni di attività. Ogni progetto pilota potrà essere affiancato da un tutor della rete “Ricoltiviamo”.

La prima fase sarà sperimentale: il Comune individuerà alcuni terreni pilota sui quali avviare progetti dimostrativi, attraverso una manifestazione pubblica di interesse. La sperimentazione servirà a verificare sostenibilità economica, adeguatezza delle colture, efficacia del tutoraggio, interesse dei giovani, difficoltà amministrative e possibilità di commercializzazione, prima di estendere il modello ad altre aree.

Gli obiettivi del progetto

Tra gli obiettivi c’è anche quello di costruire una filiera locale riconoscibile attraverso il marchio “Coltivato a Bordighera”, collegando produttori, Mercato coperto, fioristi, ristoranti, alberghi, negozi, eventi e strutture turistiche. L’idea è fare in modo che ciò che viene prodotto sul territorio trovi valore e riconoscibilità anche all’interno della città.

Agricoltura e floricoltura potrebbero inoltre diventare parte dell’offerta turistica, attraverso visite alle coltivazioni, percorsi nel paesaggio rurale, laboratori, esperienze di flower design, itinerari botanici e iniziative legate alla stagionalità. Per l’amministrazione, questa integrazione potrebbe contribuire anche alla destagionalizzazione e alla valorizzazione delle zone meno conosciute di Bordighera.

«La tutela del territorio rappresenta un altro elemento centrale – conclude il sindaco – Recuperare i terreni significa contrastare l’abbandono, ridurre il rischio di incendi, curare i versanti, proteggere la biodiversità e salvaguardare il paesaggio storico e l’identità botanica della città».