Cocktail della settimana

L’Ape-Ricky di Riccardo Semeria – TROPICAL BOULEVARDIER

Ogni giovedì su La Riviera il nuovo drink proposto dal pluripremiato barman sanremese

L’Ape-Ricky di Riccardo Semeria – TROPICAL BOULEVARDIER

Il Boulevardier è uno di quei cocktail che sembrano avere il passo lento ed elegante di un’altra epoca. Bourbon, vermouth rosso e bitter: tre ingredienti intensi, costruiti uno sull’altro, capaci di creare un sorso caldo, amaro e profondo. Viene spesso considerato il cugino più scuro del Negroni, ma possie de un carattere tutto suo. Dove il gin porta freschezza ed erbe aromatiche, il whiskey aggiunge rotondità, legno e spezie.

La sua storia ci porta nella Parigi degli anni Venti, tra scrittori americani, alberghi, locali e lunghe serate trascorse al bancone. Il cocktail viene associato a Erskine Gwynne, editore di una rivista chiamata proprio The Boulevardier, ed entra nella storia della miscelazione nel 1927, tra le pagine di Barflies and Cocktails di Harry MacElhone. Il nome descriveva perfettamente il suo mondo. Un boulevardier era un uomo elegante e cosmopolita, abituato a passeggiare lungo i grandi viali della città , frequentando caffè, ristoranti e salotti. Anche il drink conserva ancora oggi quella stessa atmosfera: sofisticato, deciso e fatto per essere sorseggiato senza fretta.

Dietro al mio bancone, però, il Boulevardier ha lasciato per un momento i viali di Parigi e ha seguito una rotta completamente diversa, diventando il Tropical Boulevardier. Il bourbon lascia spazio al rum e a una piccola parte di mezcal. Il primo porta morbidezza, spezie e il carattere della canna da zucchero; il secondo aggiunge una sottile nota affumicata, quasi terrosa. Il vermouth rosso mantiene il legame con il cocktail originale, mentre il bitter alla banana introduce una sfumatura tropicale, amara e fruttata allo stesso tempo. A completare il drink arriva il cocco tostato, con il suo profumo caldo e avvolgente. La banana e il cocco potrebbero far pensare a un cocktail dolce, ma qui lavorano in modo diverso. Non cercano di coprire la parte amara: la accompagnano. Il risultato rimane intenso e adulto, ma cambia paesaggio. Conserva l’eleganza del Boulevardier e la trasporta verso territori più esotici, tra rum, agave e profumi tostati. In fondo, l’incontro tra Mediterraneo e tropici non è qualcosa di estraneo a Sanremo.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, nei giardini delle ville cittadine arrivarono piante provenienti da ogni parte del mondo. Anche Italo Calvino crebbe a Villa Meridiana, circondato dalle specie rare ed esotiche coltivate dai genitori, Mario Calvino ed Eva Mameli, agronomo lui e botanica lei. Avocado, papaya, guava e pompelmo rosa trovarono così una nuova casa sulla Riviera. Il Tropical Boulevardier segue idealmente la stessa rotta: ingredienti e profumi nati lontano che, incontrandosi a Sanremo, acquistano un’identità nuova.

Perché i grandi classici non hanno bisogno di restare fermi nello stesso posto. A volte basta lasciare i boulevard di Parigi, seguire il fumo dell’agave e vedere fin dove può arrivare il profumo del cocco tostato. E magari farvi venire voglia di tornare qui, la prossima settimana, per scoprire il prossimo racconto da bere.

(Riccardo Semeria, professionista sanremese con esperienza internazionale, ha vinto per il secondo anno consecutivo il titolo Aibes di miglior barman della Liguria)

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