Ambiente

Progetto Comune chiede chiarezza su divieti di balneazione e azioni per prevenirli

Il gruppo chiederà l'istituzione di un tavolo tecnico con diversi enti perché il mare «non conosce confini amministrativi»

Progetto Comune chiede chiarezza su divieti di balneazione e azioni per prevenirli

Progetto Comune, con Fulvia Alberti in Consiglio comunale a Taggia,  presenterà un’interrogazione al sindaco Mario Conio e alla giunta per ottenere chiarezza sulle cause che hanno portato ai divieti di balneazione che hanno interessato il litorale di Arma di Taggia.

Divieti di balneazione: interpellanza di Progetto Comune

Ma non solo, il gruppo consiliare sposta l’attenzione anche sugli altri episodi che hanno interessato la costa della Riviera dei Fiori, con particolare riferimento a Imperia e Sanremo e pertanto chiederà anche un’azione comune a tutti gli enti del territorio per identificare le cause strutturali e intervenire per la prevenzione. Il prossimo consiglio comunale è fissato per il 16 settembre.

 

«La recente rottura del collettore fognario alla foce del torrente Argentina rappresenta una causa specifica e importante dell’emergenza verificatasi sul nostro territorio – sottolinea Progetto Comune – ma non possiamo limitarci a intervenire sulla singola criticità quando questa si manifesta. Dobbiamo verificare l’intero sistema, compresi i collegamenti, i collettori, gli scarichi e le infrastrutture presenti nei Comuni limitrofi».

 

«Per questo non è sufficiente programmare lavori e interventi esclusivamente sul territorio del nostro Comune. È necessario che Regione Liguria, Provincia, Comuni costieri, ARPAL, gestori del servizio idrico e gli altri soggetti competenti lavorino insieme per individuare le criticità dell’intero sistema di raccolta e trattamento delle acque e programmare gli interventi necessari anche nei Comuni limitrofi. Una rete fognaria, un collettore, uno scarico o un impianto che presenta criticità può infatti avere conseguenze che non si esauriscono nel punto in cui il problema viene individuato, soprattutto in un ambiente dinamico come quello marino».

«Se vogliamo davvero tutelare il nostro mare – prosegue Fulvia Alberti – dobbiamo ragionare come territorio e non come singoli Comuni. Non avrebbe senso realizzare un intervento importante da una parte e lasciare irrisolte eventuali criticità pochi chilometri più avanti. Servono una visione complessiva e un piano di interventi che coinvolga anche i Comuni limitrofi».

Un tavolo tecnico con più enti

Tra le richieste avanzate vi è la costituzione di un tavolo tecnico interistituzionale che coinvolga Regione Liguria, Provincia, Comuni costieri interessati, ARPAL, gestore del servizio idrico, Università ed esperti del settore. L’obiettivo dovrebbe essere duplice: da una parte individuare le cause e le possibili fonti di pressione o contaminazione, dall’altra costruire un vero e proprio programma di interventi infrastrutturali, comprendendo anche le opere necessarie nei territori comunali limitrofi.

Progetto Comune chiede inoltre di valutare un monitoraggio più ampio e continuativo della qualità delle acque, che possa affiancare ai normali controlli microbiologici ulteriori analisi, sulla base delle indicazioni degli esperti, relative ad eventuali contaminanti chimici, metalli, microplastiche e altri fattori di rischio ambientale.

«Non vogliamo occuparci del mare soltanto quando arriva un divieto di balneazione. Vogliamo capire perché questi episodi continuano a verificarsi, quali siano le criticità del sistema e soprattutto cosa possiamo fare per prevenirli».

 

«Tutelare il mare significa anche avere il coraggio di guardare oltre i confini del nostro Comune – conclude Alberti -. Se il mare è uno solo, anche la responsabilità della sua tutela deve essere condivisa. Servono lavori, investimenti e programmazione: e devono riguardare non soltanto casa nostra, ma tutto il territorio che può incidere sulla qualità delle nostre acque»