Saranno la valutazione di un consulente legale e un parere richiesto all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) a valutare la legittimità del bando varato dalla Gestioni Municipali Spa di Diano Marina per l’assuzione di un Direttore generale (per la durata di cinque anni) richiedendo solo la licenza media ed esperienze pregresse nel settore. Lo ha detto il Sindaco Za Garibaldi ieri sera rispondendo alla mozione presentata dai gruppi di opposizione.
Il bando delle polemiche che imbarazza l’amministrazione
A sollevare il caso era stato nelle scorse settimana il settimanale La Riviera, a seguire erano stati presentati – da più parti – esposti o segnalazioni alla procura della repubblica e alal Corte dei Conti. Il bando prevede per il futuro generale un compenso di circa 80mila euro annui.
Nella mozione, letta ieri sera in consiglio comunale, Parrella e Bellacicco, ravvisavano “importanti e gravi dubbi di legittimità” dove si consente l’accesso alla funzione di direttore generale della Gestioni Municipali – ha detto Parrella – a candidati che abbiamo svolto il “solo obbligo scolastico, unitamente a cinque anni di esperienza in settori analoghi”. Secondo Parrella e Bellacicco “tale previsione è palesemente sproporzionata rispetto a un ruolo dirigenziale di tale responsabilità, creando una ingiustificata equiparazione tra una laurea magistrale in discipline economico-giuridiche e la sola licenza media, in potenziale contrasto con i principi di buon andamento ex articolo 97 della Costituzione e con l’articolo 19 del decreto legislativo 275 del 2016”.
Ha aggiunto Parrella: “L’articolo 7 dell’avviso assegna ben 14 punti per le sole esperienze pregresse riservandone appena 4 ai titoli di studio, con una soglia di sbarramento di più di 14 punti per essere ammessi al colloquio. La combinazione di queste regole avvantaggia in maniera determinante chi possiede uno specifico storico lavorativo rispetto al merito accademico e professionale complessivo”.
Parrella nel suo intervento ha sottolineato che il bando sembra “ritagliato su profili predeterminati”. Nella mozione si chiedeva quindi di revocare la procedura al fine di risparmiare a GM e al comune problematiche giudiziarie da parte degli organi di vigilanza e controllo deputati a questi controlli. Il capogruppo di Diano Domani, ha poi ribadito con forza un concetto: “Noi non siamo giustizialisti, ma non esponiamo la GM e l’ente a potenziali casini”.
Dal canto suo Bellacicco, oltre a condividere quanto espresso dal collega Parrella, ha sottolineato come questo bando che prevede appunto la remunerazione con 80mila euro e l’assenza di un titolo di studio (se non la terza media) sia stato pubblicato a pochi mesi da quello andato deserto “che prevedeva la laurea e un compenso pari a un terzo di quello attuale”. E ha aggiunto: “Io devo essere sincero: è anche un brutto segnale che viene dato alla cittadinanza e in particolare alla parte più giovane. Noi siamo anche andati a incontrare il dottor Germanotta (amministratore unico di GM e promotore del bando contestato, ndr) e lui ci ha detto che a volte chi ha esperienza è meglio di chi ha una laurea con 110 e lode. Ma non funziona così. Ci auguriamo che si ammetta che è stato fatto qualcosa che non era il caso di fare”.
La replica del Comune e del Sindaco Za Garibaldi
“Il documento è stato presentato dai gruppi “Diano Domani” e “Diano Marina” chiedendo la revoca della procedura in corso, valutando la riproposizione di un bando pubblico pienamente conforme ai dettami di legge – si legge in una nota del Comune – Nel corso della discussione è intervenuto il Sindaco, distinguendo tra la necessità di approfondire la procedura, sulla quale l’Amministrazione è favorevole e ha già chiesto ulteriori verifiche, (dando anche indirizzo di richiesta di supporto di un consulente legale e dell’ANAC), e le valutazioni tecnico-giuridiche contenute nelle premesse della mozione”.
“Su queste ultime – aggiunge Za Garibaldi – riteniamo necessario mantenere una posizione istituzionalmente corretta, poiché la valutazione della legittimità del bando non compete al Consiglio Comunale, ma ai soggetti e ai professionisti competenti. Riteniamo che il percorso più corretto sia quello già avviato: verificare, acquisire gli elementi tecnici necessari, acquisire anche il contributo dell’ANAC e, sulla base degli esiti, assumere le decisioni conseguenti. È una posizione di prudenza istituzionale, di rispetto delle competenze e, soprattutto, di tutela dell’Ente e di Gestioni Municipali”.