Presentato oggi, nella Sala degli Specchi di Palazzo Bellevue, il progetto che vede la collaborazione tra l’amministrazione comunale e il dipartimento di Architettura e Scienze Urbanistiche del Politecnico di Milano.
Accordo tra Palazzo Bellevue e Politecnico di Milano
L’accordo prevede che siano gli studenti del prestigioso ateneo a pensare, ridisegnare, alcuni luoghi chiave della Città dei Fiori. Erano presenti, tra gli altri, la professoressa Laura Montedoro, coordinatrice del progetto e Massimo Donzella, assessore all’Urbanistica del comune di Sanremo. Il progetto prevede cinque docenti, per cinque discipline diverse e cinque tutor che possano arrivare, attraverso agli studenti, a una tesi di laurea sulla Città di Sanremo. Ma il programma non si fermerebbe qui: i progetti realizzati dagli studenti potrebbero diventare, ad esempio una mostra.
Sotto i riflettori ci sono i luoghi oggetto di trasformazione della Città dei Fiori. Si va dal completamento di Piazza Colombo a interventi alla Foce, il recupero funzionale della ex stazione FS della Città dei Fiori, la funivia di Sanremo-Monte Bignone (di difficile realizzazione, ma sfida allettante), la zona dei Macelli e del Mercato dei Fiori, il tema aperto di Portosole e la ciclabile nei suoi spazi di intersezione con la città che potrebbero essere messi a sistema. Gli esami dei laureandi, con le idee sviluppate nella Città dei Fiori, sono a febbraio 2027.
«Vivere la complessità dei luoghi reali»
«Una collaborazione così importante con il Politecnico ci dà la possibilità di confrontarci con coloro che sono veicolo di conoscenza e competenza. Tutto questo è proiettato verso il futuro – così l’assessore Donzella -. Noi abbiamo l’opportunità di confrontarci con un ateneo che secondo il ranking globale è il sesto al mondo e primo in Italia. Il Miur lo ha considerato dipartimento di eccellenza per due decenni consecutivi. Lì hanno studiato e insegnato personaggi che hanno disegnato le città d’Italia, da Renzo Piano a Giò Ponti. I giovani, i laureandi di questo prestigioso ateneo danno l’opportunità alla città di Sanremo di anticipare gli eventi, perché hanno una visione che non è la nostra. Dobbiamo avere la presunzione e l’ambizione di arrivare per primi».
«Per noi – ha detto la professoressa Montedoro – non è solo un momento formale, ma l’incontro con la città è una parte essenziale del nostro lavoro come urbanisti. Avviarla oggi è davvero occasione di gioia. L’università può essere una straordinaria risorsa per i territori, anche attraverso la formazione con uno spazio libero e rigoroso di studio. La parte più concreta della terza missione: mettere a disposizione conoscenze, competenze e immaginazione. Con questo spirito, il progetto non prevede sovrapposizioni con l’amministrazione. Bensì siamo qui per ascoltare, per comprendere e interrogare la città e misurarci con la complessità dei luoghi reali e delle trasformazioni urbane moderne».
«Siete qua – ha detto il dirigente dei Lavori Pubblici Giambattista Miceli, ex studente del Politecnico (e visibilmente emozionato) – perché il comune è una fabbrica di servizi, l’opera pubblica li deve soddisfare. Arriva dalle necessità della popolazione che abita il comune stesso. Noi siamo qua, una volta raccolte le istanze con il passaggio politico, per rendere soddisfazione alla popolazione. È vero che le normative ci ingabbiano in qualche modo, ma non è sempre limitante. Spesso è proprio lo stimolo per dare una risposta ai cittadini».
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