Chiesti i domiciliari

Il 12 ottobre l’interrogatorio di garanzia a Palermo del manager Pino Argirò

Contestata la presunta corruzione dell'ex vicepreseidente della Regione Sicilia, Gaetano Armao

Il 12 ottobre l’interrogatorio di garanzia a Palermo del manager Pino Argirò

Sono fissati tra il 12 e 13 ottobre gli interrogatori di garanzia del Giudice delle Indagini Preliminali di Palermo per i nove indagati nella clamorosa inchiesta per corruzione che vede coinvolto anche il manager sanremse Giuseppe Argirò per il quale sono stati chiesti gli arresti domiciliari dalla Procura di Palermo.

Il 12 ottobre l’interrogatorio di garanzia a Palermo del manager Pino Argirò

Ad Argirò, che verrà sentito il 12 ottobre (alla presenza del suo avvocato Sabrina Franzone di Genova) già direttore di Confindustria Imperia e amministratore unico di Porto di Imperia e Area 24, viene contestata, insieme all’allora direttore generale della Cva di Aosta Marco Malacarne Gentile, l’accusa di corruzione per ottenere corsie preferenziali da una commissione tecnica per le autorizzazione ambientali della Regione Sicilia. In particolare i due, secondo quanto contenuto nel capo di imputazione, avrebbero redatto più contratti fittizi di consulenza legale per un totale di 147mila euro (suddivisi in più anni) all’avvocato siciliano Pierluigi Matta. Quest’ultimo, a sua volta destinatario di una richiesta d’arresto, è uno stretto collaboratore dell’ex vicepresidente della Regione Sicilia, Gaetano Armao, che di quella commissione era presidente ed è il principale indagato dell’inchiesta. Anche per Armao il 12 e 13 ottobre il Gip a seguito del suo interrogatorio deciderà se procedere alla custodia cautelare in carcere. Secondo la Procura di Palermo, avrebbe ricevuto materialmente i 147mila euro direttamente dall’avvocato Matta.

All’epoca dei fatti il manager sanremese era amministraore delegato della Cva, il colosso delle acque in Valle d’Aosta che sotto la sua gestione aveva enormemente migliorato i fatturati (prossimi al miliardo di euro) e di conseguenza gli utili finiti nella casse della Regione. Rinnovato nell’incarico lo scorso anno, a sorpresa un mese fa i vertici valdostani gli avevano comunicato che non sarebbe più stato lui l’amministratore delegato.