Memoria

Diano Marina ricorda Filippo Purgatorio con una pietra d’inciampo

Posata oggi in via Purgatorio la Stolperstein dedicata all’antifascista deportato a Mauthausen e morto a Gusen nel 1944. Alla cerimonia anche gli studenti dell’Istituto Comprensivo

Diano Marina ricorda Filippo Purgatorio con una pietra d’inciampo

Diano Marina ha reso omaggio a Filippo Purgatorio, antifascista e deportato nei lager nazisti, con la posa di una pietra d’inciampo in sua memoria. La cerimonia si è svolta oggi, 5 ottobre, nel giorno dell’anniversario della sua morte, su iniziativa dell’ANPI Golfo Dianese e dell’ANED, con il patrocinio dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia e il patrocinio e contributo del Comune di Diano Marina.

Diano Marina ricorda Filippo Purgatorio con una pietra d’inciampo

La giornata è iniziata nella Sala Consiliare del Comune, dove, dopo i saluti istituzionali, è stato proiettato un video dedicato agli scioperi del 1° marzo 1944, introdotto da Simone Turcotto, segretario generale della CGIL di Savona. Successivamente l’iniziativa si è spostata in via Filippo Purgatorio, all’angolo con via Biancheri, per la posa della pietra d’inciampo. Alla cerimonia hanno partecipato anche alcune classi dell’Istituto Comprensivo. A scoprire la pietra dedicata al loro nonno sono stati i nipoti di Filippo Purgatorio.

Nato nel 1888, Purgatorio partecipò alla guerra italo-turca del 1911-1912 e, imbarcato su navi militari, ricevette una medaglia d’oro per i suoi meriti come carpentiere. In seguito divenne maestro d’ascia, professione legata alla tradizione del lavoro sul mare e alla cultura artigiana del territorio. Le sue posizioni antifasciste gli impedirono però di proseguire nell’attività e trovò lavoro come operaio allo stabilimento Piaggio di Finale Ligure.

Il 1° marzo 1944 aderì, insieme alla maggioranza degli operai, allo sciopero “Pane, Pace e Libertà”, indetto dal Comitato di Liberazione Nazionale. Nella notte tra il primo e il 2 marzo fu arrestato a Finalmarina. Dopo essere stato detenuto a Spotorno, Genova e Milano, venne deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Morì nel sottocampo di Gusen il 5 ottobre 1944.

«Ricordare Filippo Purgatorio significa custodire una parte importante della storia della nostra comunità», ha dichiarato il sindaco Cristiano Za Garibaldi. «Le radici di una città non sono fatte soltanto di monumenti e luoghi, ma anche delle persone che l’hanno attraversata, dei loro sacrifici e delle scelte compiute nei momenti più difficili».

L’assessore Sabrina Messico ha sottolineato il valore dell’iniziativa per le nuove generazioni: «Filippo Purgatorio non è soltanto il nome di una strada: è un uomo che ha lavorato, combattuto, sofferto e compiuto una scelta coraggiosa. Coinvolgere gli studenti significa permettere ai più giovani di incontrare una storia concreta, legata a una persona, a una famiglia e a un luogo preciso della città».

Per Zefferino Ardissone, presidente dell’ANPI Golfo Dianese, la pietra d’inciampo rappresenta soprattutto un monito: «Non vuole essere soltanto un segno della sua tragica morte. Vuole ricordare a tutti chi era, le sue scelte e il coraggio con cui, nonostante la dittatura e la repressione, decise di non essere indifferente».

Anna Peroglio Biasa, presidente dell’ANED sezione di Imperia e provincia, ha ricordato come Purgatorio abbia «sacrificato la propria vita come deportato alla causa della Resistenza e dell’antifascismo», indicando negli ideali di «libertà, giustizia e pace» un riferimento fondamentale per la formazione democratica delle nuove generazioni.

La pietra posata in via Purgatorio entra così nel circuito delle Stolpersteine, il progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig che attraverso piccoli blocchi ricoperti da una piastra d’ottone ricorda le vittime del nazifascismo nei luoghi in cui vissero o furono perseguitate.