Incontro, ieri a Palazzo Ducale, per presentare il libro “Regina Margherita: icona di moda, stile di vita e cultura. Un’influencer ante litteram” della storica e saggista Gisella Merello. Erano presenti anche la sindaca di Bordighera Marzia Baldassarre e il professore Aldo Mola.
Baldassarre e Merello a Genova per presentare il libro sulla Regina Margherita
Il volume e l’incontro hanno esplorato la storica figura della regina Margherita di Savoia, prima regnante dell’Italia unita, profondamente legata alla Città dellePalme. «Essere qui oggi – ha detto Baldassarre – in una cornice prestigiosa come Palazzo Ducale, a parlare della Regina Margherita, rappresenta per me non soltanto un piacere istituzionale, ma anche un motivo di particolare emozione, perché significa raccontare una parte importante della storia e dell’identità della città che ho l’onore di amministrare: Bordighera. Il titolo di questo incontro è particolarmente significativo: “Regina Margherita: icona di moda, stile di vita e cultura. Un’influencer ante litteram”.»
«Un’espressione moderna, forse persino sorprendente se accostata a una figura storica dell’Ottocento, ma che racchiude una grande verità. Margherita di Savoia non fu soltanto la prima Regina dell’Italia unita. Fu una donna capace di interpretare il proprio tempo e, soprattutto, di influenzarlo. Attraverso la sua eleganza, le sue scelte, la sua attenzione per la cultura, la letteratura, la musica e le arti, contribuì a definire modelli di comportamento, gusti e sensibilità che andarono ben oltre gli ambienti della Corte»
«In un’epoca in cui non esistevano naturalmente i mezzi di comunicazione di oggi, la Regina Margherita possedeva una straordinaria capacità di comunicare attraverso la propria immagine, le relazioni e la partecipazione alla vita culturale. Ma c’è un aspetto che, da Sindaca di Bordighera, mi sta particolarmente a cuore. La Regina Margherita non si limitò a frequentare Bordighera. La scelse. La amò. E ne fece una parte importante della propria vita. Il suo primo arrivo nella nostra città risale al 1879. Bordighera era allora una località che stava conquistando un ruolo sempre più importante nel panorama europeo, grazie al suo clima, alla bellezza del paesaggio, ai suoi giardini e a quella particolare atmosfera internazionale che attirava artisti, scrittori, intellettuali e personalità dell’aristocrazia. La presenza della Regina contribuì a rafforzare ulteriormente questa vocazione. Ma il rapporto tra Margherita e Bordighera andò ben oltre il prestigio che una presenza reale poteva conferire alla città. Fu un legame autentico, fatto di affetto, di consuetudini, di rapporti umani e di appartenenza».
La riqualificazione di Villa Regina Margherita
Un legame che trovò la sua espressione più importante nella realizzazione di Villa Regina Margherita, una dimora che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più preziosi del patrimonio storico e architettonico.
«Quella villa non era soltanto una residenza – ancora Baldassarre -. Era un luogo di incontro, di cultura, di conversazione, di confronto tra personalità che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia artistica e intellettuale italiana. Ed è proprio questa dimensione che credo meriti di essere riscoperta e valorizzata. Perché la storia della Regina Margherita ci insegna anche qualcosa di molto attuale: la cultura non è soltanto conservazione della memoria, ma è capacità di creare relazioni, generare bellezza e costruire identità. Quest’anno, inoltre, ricorre il centenario della sua scomparsa, avvenuta proprio a Bordighera il 4 gennaio 1926..Cento anni sono un tempo sufficientemente lungo da consegnare una figura alla storia, ma non abbastanza da cancellarne la presenza nella memoria di una comunità.»
«Per Bordighera, infatti, la Regina Margherita non è semplicemente un personaggio da ricordare attraverso una ricorrenza. È una presenza che continua a vivere nei nostri luoghi, nella nostra architettura, nel nostro patrimonio culturale e nella stessa immagine della città. Ed è anche per questo che, come Amministrazione comunale, sentiamo profondamente la responsabilità di custodire e valorizzare questa eredità. Villa Regina Margherita deve tornare a essere un luogo vivo, riconoscibile, pienamente inserito nella vita culturale della città. Il nostro obiettivo è lavorare affinché questo straordinario patrimonio possa essere recuperato e restituito a una piena fruizione pubblica, diventando nuovamente un punto di riferimento per la cultura, l’arte e la conoscenza. Non si tratta soltanto di recuperare un edificio, per quanto magnifico. Si tratta di restituire alla comunità una parte della propria identità e di trasformare una grande testimonianza del passato in una concreta opportunità per il futuro. Credo infatti che una città debba saper guardare avanti senza dimenticare ciò che l’ha resa unica. E Bordighera possiede una storia straordinaria, che merita di essere raccontata, conosciuta e trasmessa soprattutto alle nuove generazioni In questo senso, il lavoro di Gisella Merello assume un valore particolarmente importante. La ricerca storica, la ricostruzione dei luoghi, delle persone, delle relazioni e degli avvenimenti ci permettono di andare oltre le immagini più conosciute della Regina, restituendoci una figura complessa, affascinante e profondamente legata al territorio.»
«I luoghi sono fatti della storia delle persone che li hanno vissuti per anni»
«Spesso pensiamo che la modernità consista esclusivamente nel creare qualcosa di nuovo – ha concluso la sindaca -.Io credo, invece, che una delle forme più autentiche di modernità sia saper riconoscere il valore di ciò che abbiamo ereditato e trovare il modo di farlo vivere nel presente. La Regina Margherita, con la sua sensibilità culturale, la sua eleganza e la sua capacità di lasciare un segno nel proprio tempo, ci offre ancora oggi uno spunto di riflessione. E il suo rapporto con Bordighera ci ricorda che i luoghi non sono fatti soltanto di edifici, strade e paesaggi. Sono fatti soprattutto delle storie delle persone che li hanno vissuti e amati. Margherita scelse Bordighera come luogo del cuore. Oggi spetta a noi fare in modo che Bordighera continui a essere all’altezza di quella scelta».