Il consiglio comunale del capoluogo ha preso atto formalmente, con i voti della maggioranza, del Piano Economico Finanziario della Marina di Imperia, propedeutico all’affidamento della concessione demaniale per il Porto Turistico della città.
Consiglio comunale ratifica il piano economico finanziario per il Porto di Imperia
La pratica è passata, anche, la settimana scorsa nella seconda commissione consiliare. Vediamo i punti salienti: gara in quattro milioni e 810 mila euro all’anno con un unico operatore chiamato a completare le opere e circa 63 anni di affidamento. Gli investimenti – tra cui il completamento delle opere – dovranno essere realizzati nell’arco di sei anni, mentre il quadro della concessione si estende fino al 2090.
Il costo complessivo previsto per il completamento delle opere ammonta a oltre 148,5 milioni di euro oltre Iva, con gli interventi da portare a termine entro il 2032. Sul fronte della copertura finanziaria, il 61,36 per cento dell’investimento dovrebbe essere sostenuto attraverso risorse proprie, mentre il restante 38,64 per cento sarebbe coperto da un finanziamento bancario, integrato da un finanziamento ponte Iva di 8,345 milioni di euro. Il canone di affidamento posto a base di gara è fissato in 4,810 milioni di euro oltre Iva a partire dal 2027. Una cifra che, secondo quanto indicato nella proposta, dovrebbe garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’operazione, la redditività dell’affidatario e un’adeguata remunerazione per Marina di Imperia e per la collettività. Sul fronte dei ricavi, per i posti barca sono previsti a regime quasi 12,5 milioni di euro l’anno.
Il piano considera 685 posti in gestione, mentre 552 resteranno a Marina di Imperia. A questi introiti si aggiungeranno quelli derivanti dalle attività a terra, con yacht club, albergo, cantieri navali, negozi e servizi, per i quali sono stimati ricavi a regime pari a circa 26,5 milioni di euro.
La posizione della minoranza
Secondo l’opposizione, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico e Imperia Senza Padroni, sarebbero diverse le criticità che emergerebbero dal PEF (Piano Economico finanziario). Ci sarebbero problemi sulla reale capacità delle opere a terra, in particolare la discoteca e l’hotel, che secondo la minoranza non sarebbero in grado di sostenere economicamente il progetto. Anche il perimetro generale dell’opera ha ricevuto stilettate, in virtù della vetustà dello stesso.
Al centro del dibattito – piuttosto acceso – il punto 3 della delibera che in sostanza concede alla Marina di Imperia la possibilità di modificare il canone e altri elementi della gara in base all’andamento del mercato. Per l’opposizione, si tratta di un “assegno in bianco ai privati”, con conseguente abbassamento del canone a base di gara (unico elemento modificabile) e un nuovo PEF che invece non passerà al vaglio dei consiglieri. Insomma, una strategia per avviare la gara entro il 31 ottobre scavalcando le osservazioni che a suo tempo aveva mosso la Corte dei Conti. Pertanto, AVS ha proposto un emendamento (bocciato), che avrebbe vincolato la Marina di Imperia a mantenere le stesse condizioni anche in futuro.
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