Porto, 50 mila euro per il Piano che deciderà i prossimi 63 anni. Zarbano: “La città ha diritto a garanzie, non ad atti di fede”.

Porto, 50 mila euro per il Piano che deciderà i prossimi 63 anni. Zarbano: “La città ha diritto a garanzie, non ad atti di fede”.
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Intervento del Consigliere Zarbano sui costi del Piano-economico-finanziario su cui si reggerà la gara per la concessione delle infrastrutture del porto

Zarbano: “La città ha diritto a garanzie, non ad atti di fede”.

“Cinquantamila euro di compensi a due commercialisti, che con contributi previdenziali e IVA salgono a 63.440 euro e con i rimborsi spese possono superare i 67.000 euro. È quanto Marina di Imperia ha stanziato per redigere il Piano economico-finanziario su cui si reggerà la gara per la concessione delle infrastrutture del porto. Si tratta di un affidamento che vincolerà una parte decisiva dello scalo per 63 anni, fino al 2090 – inizia così il comunicato di Luciano Zarbano che prosegue –  Non è in discussione il diritto dei professionisti a essere retribuiti per il proprio lavoro. Si discute di che cosa la comunità abbia ricevuto in cambio di questo denaro pubblico, e con quali garanzie.

C’è un passaggio negli atti di affidamento dell’incarico che pesa più di qualsiasi cifra. L’incarico comprende la raccolta informazioni e documentazione, i calcoli e le note di accompagnamento. Restano però espressamente escluse “le verifiche su falsi/irregolarità oltre la normale diligenza”. Le stesse decisioni pongono, invece, a carico di Marina di Imperia, in qualità di committente, l’obbligo di trasmettere documentazione “completa ed autentica”.

È una clausola comprensibile dal punto di vista professionale, ma il suo significato è chiaro. Il Piano è attendibile quanto lo sono i dati che la società stessa ha fornito. Nessuno degli estensori era incaricato di verificarli in modo indipendente. “Non è una mia interpretazione, è scritto negli atti” commenta il Consigliere Zarbano.

C’è poi un secondo aspetto. Come è naturale per un piano di concessione, il PEF descrive l’equilibrio dell’iniziativa e dichiara espressamente di non riferirsi alla situazione economico-finanziaria di Marina di Imperia. Proprio per questo manca l’altra metà del quadro. Nessun documento spiega che cosa accadrà, per oltre sessant’anni, alla società pubblica che resterà responsabile nei confronti del Comune. E parliamo di un Comune già sottoposto a piano di riequilibrio finanziario, che non può permettersi rischi futuri sul proprio bilancio.

Restano aperte domande decisive. Su quali dati si fonda l’obiettivo dell’85% di occupazione dei posti barca? Quale canone sarebbe sostenibile con l’occupazione attuale? Quanto valgono le infrastrutture già realizzate che verranno consegnate al futuro gestore visto che non risulta presente alcuna perizia estimativa? Che cosa succederà a Marina di Imperia se le previsioni non si realizzassero?

Non basta rispondere che il Piano porta la firma di professionisti di livello. Una firma individua chi ha redatto il documento. Non sostituisce la verifica delle ipotesi su cui è costruito.