Il Bramble è uno di quei cocktail che sembrano esistere da sempre, nonostante sia nato soltanto negli anni Ottanta. Gin, limone, zucchero e liquore alla mora: pochi ingredienti, costruiti sull’equilibrio tra freschezza, dolcezza e una nota fruttata profonda. Semplice, colorato e immediatamente riconoscibile.
A crearlo fu Dick Bradsell, uno dei bartender più importanti della scena londinese, mentre lavorava al Fred’s Club in Soho, Londra. Voleva realizzare un cocktail dal carattere autenticamente britannico e trovò l’ispirazione nei ricordi della sua infanzia sull’Isola di Wight, trascorsa raccogliendo more tra i rovi.
Durante gli anni in cui lavoravo a Londra ho avuto il piacere di conoscere Dick e di bere più volte nel locale in cui lavorava. Era uno di quei personaggi capaci di lasciare il segno senza bisogno di complicare le cose: dietro ai suoi cocktail c’erano sempre tecnica, intuizione e una semplicità soltanto apparente. Ritrovare oggi il Bramble significa, per me, ritrovare anche una piccola parte di quegli anni.
Anche il nome nasce da un ricordo: in inglese bramble indica proprio il rovo sul quale crescono le more. Bradsell costruì una base simile a un Gin Sour, servita su ghiaccio rotto, lasciando poi scendere lentamente il liquore alla mora dall’alto. Il colore si diffondeva nel bicchiere come il succo scuro della frutta appena raccolta.
La forza del Bramble sta nei suoi contrasti. Il gin porta le note botaniche, il limone freschezza, lo zucchero morbidezza e la mora aggiunge un carattere più intenso e selvatico. Un equilibrio preciso, nel quale la parte fruttata non deve mai coprire completamente il distillato.
Dietro al mio bancone questo classico moderno incontra un nuovo profumo e diventa il Blackberry & Sage Bramble.
La mora rimane protagonista, scura, succosa e leggermente acidula. Accanto arriva la salvia, con il suo profumo verde e aromatico, capace di dare profondità al drink e accompagnare le botaniche del gin. Il limone mantiene il sorso fresco e lascia che la parte fruttata ed erbacea rimanga sempre in equilibrio.
Il risultato è un Bramble fresco ma avvolgente, nel quale la mora ricorda ancora gli ultimi frutti dell’estate, mentre la salvia anticipa i profumi più intensi dell’autunno. Due stagioni che si incontrano nello stesso bicchiere, proprio nel momento in cui una comincia lentamente a lasciare spazio all’altra.
Perché i grandi classici non devono necessariamente scegliere una sola stagione. A volte basta seguire un sentiero tra i rovi, sfiorare qualche foglia di salvia e lasciare che sia il profumo a indicare la strada.
E magari farvi venire voglia di tornare qui, la prossima settimana, per scoprire il prossimo racconto da bere
(Riccardo Semeria, professionista sanremese con esperienza internazionale, ha vinto per il secondo anno consecutivo il titolo Aibes di miglior barman della Liguria)
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