Prima era stato Stefano Oggero, fratello di Lorenzo, ex segretario cittadino del PD, a spostare i riflettori sui conti del comune. Poi era intervenuto il dem stesso, aggiungendo il focus dell’amministrazione di Mario Conio sul comparto turistico, a suo dire a discapito delle altre categorie. E il primo cittadino aveva risposto nel merito con un post FB. Ora le schermaglie social pre elettorali a Taggia si arricchiscono con un nuovo capitolo. La risposta di Stefano e Lorenzo Oggero.
Scontro elettorale Conio-Oggero: «Gli investimenti sono una cosa.I debiti restano debiti»
«Il sindaco – si legge in un post – ha dato la sua versione sui conti del Comune e ha definito “demagogia” le critiche da me mosse nei confronti della sua amministrazione. Entriamo nel merito, con i documenti approvati dalla sua stessa maggioranza. Scrive che chi parla di debiti fa confusione tra debiti e investimenti. 𝗡𝗼𝗻 𝗰’è 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲: 𝗶 𝗺𝘂𝘁𝘂𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗺𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗲bi𝘁𝗶, da restituire con gli interessi, con i soldi dei cittadini. Lo scrive il rendiconto approvato dalla sua stessa maggioranza: “𝗹’𝗶𝗻𝗱𝗲𝗯𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗱𝗶 𝟭𝟭.𝟴𝟰𝟬.𝟱𝟵𝟮 𝗲𝘂𝗿𝗼” (Relazione al rendiconto 2025, pagina 22). Da quando questa amministrazione si è insediata, nel 2017, il debito, 𝗽𝗶ù 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮𝘁𝗼. 𝗟𝗲 𝗿𝗮𝘁𝗲 per estinguere il debito 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗿𝗮𝗱𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮𝘁𝗲: 470 mila euro/anno nel 2017, e adesso abbiamo raggiunto circa i 900 mila/anno, come ha scritto lo stesso sindaco. Lui stesso scrive che la responsabilità di un’amministrazione non è riempire un salvadanaio e limitarsi a contemplarlo. Sono d’accordo; però 𝘀𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗱𝗮𝗻𝗮𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗽𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗲b𝗶𝘁𝗮𝗿𝘁𝗶. È esattamente quello che è successo»
«Sul disavanzo – continuano – di circa 850 mila euro il sindaco ha ragione, ed è stato recuperato. Va però detto che è emerso nel 2015 con il cambio delle regole contabili, che ha imposto a tutti i Comuni italiani di accantonare un fondo per le entrate difficili da incassare, a partire dalle tasse non riscosse L’avanzo di 1,3 milioni c’è, ma è 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟯. L’addizionale Irpef è passata dallo 0,6 allo 0,8%, 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟯𝟴𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶ù 𝗽𝗮𝗴𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶. E l’IMU è aumentata sulle case affittate a residenti con contratto a canone concordato, dall’8,6 al 10,6 per mille, la stessa aliquota delle seconde case; su negozi, uffici, laboratori, capannoni e alberghi dal 9,1 al 10,1 per mille, 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟯𝟱𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗽𝗶ù 𝗽𝗮𝗴𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶»
«𝗦𝘂 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮. Hanno raggiunto i 𝟵,𝟴 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼. Nel 2025 il Comune ha incassato 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗹 𝟭𝟮% 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗲𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶. Così chi non paga pesa su chi paga regolarmente le tasse. Quasi dieci anni di questa maggioranza ci lasciano 𝗽𝗶ù 𝗱𝗲b𝗶𝘁𝗼, 𝗽𝗶ù 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗲 𝗽𝗶ù 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝘀𝘀𝗲. Per questo 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁à 𝗻𝗼𝗻 è 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮»